Thursday, November 18, 2004

le grandi anteprime cinematografiche di scum: prima del tramonto

anche quest’anno grazie agli spietati sono riuscito a introdurmi al torino film festival come accreditato stampa e mi è sembrato doveroso utilizzare questo privilegio per rifilare qualche dritta sulle anteprime anche a voi che scorrazzate nella schiuma. innanzitutto vorrei dire che io cerco di fare il mio lavoro meglio che posso, a fine festival in genere passo una settimana a sudare recensioni di quel centinaio di film che ho visto e lo faccio con lo stesso impegno che ci metterei se fossi pagato per farlo. ieri però la mia dignità professionale ha subito un colpo durissimo: noi degli spietati non abbiamo diritto al casellario dentro il quale viene recapitato al giornalisti veri tutto il materiale cartaceo sui vari film in programmazione. io avevo bisogno di qualcosa su un film e allora sono andato a chiedere se per caso era avanzato del materiale che potevo prendere. la ragazza al bancone, comunque gentilissima, mi ha detto che se non mi imbarazzava potevo rovistare nel bidone della spazzatura del progetto cartesio, che sarebbe una scatola posta vicino ai casellari dove i giornalisti buttano via tutto quello che non gli serve a vantaggio degli spurghi del panorama editoriale come noi. l’immagine di me inginocchiato a rovistare nella spazzatura in mezzo alla sala accrediti rimarrà scolpita nell’immaginario collettivo a simboleggiare la condizione di costante umiliazione e sofferenza che affligge tutti gli indiegiornalisti del terzo mondo editoriale.
veniamo ora al nostro film: si era parlato parecchio della bizzarra idea di richard linklater di riportare in vita un suo vecchio film (prima dell’alba) che dieci anni fa aveva straziato i nostri giovani cuori con una storia d’amore lampo tra ethan hawke e julie delpy, condannati forse a mai più rivedersi. si rincontrano invece dieci anni dopo a parigi, per merito di una sceneggiatura alla quale hanno collaborato anche i due attori. ne scaturisce purtroppo un film immondo, orribilmente scritto e filmato come una telenovela brasiliana, grazie all’opera di linklater (preoccupante il suo dilettantismo nel campo e controcampo) che sottopone parigi a un offensivo e immeritato processo di cartolinizzazione. forse il problema sta nell’eccessivo realismo: in effetti quando due persone si rincontrano dopo tanto tempo tendono a infarcire la loro balbettante conversazione con una serie infinita di banalità e stupidaggini di vario tipo, però nessuno dovrebbe essere obbligato ad ascoltare per novanta minuti questo flusso di cagate concepito con il solo scopo di riempire una sceneggiatura che ambiziosamente si prefigge di far aderire il tempo del film al tempo dell’azione (un’ora e mezza di cagate/un’ora e mezza di film. inutile pregare per un’ellissi, una smagliatura temporale, un secondo di vuoto, un balzo in avanti… niente). potrei continuare all’infinito ma mi limito a un’ultima osservazione: ho scandagliato minuziosamente la mia memoria di spettatore cinematografico, ma devo dire che nella cinematografica degli ultimi vent’anni non ricordo due protagonisti vestiti peggio di così.

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