Saturday, November 06, 2004

the sadness after sex classics (17)

venerdì, gennaio 02, 2004

tv casualties(2): the simpson’s greatest hits
credo che la puntata odierna dei simpson meriti un breve approfondimento. una cosa che riesce sempre a mettermi di pessimo umore è quando le mie serie preferite infilano una di quelle puntate a basso costo con una selezione di alcune sequenze del passato. matt groening lo ha fatto molte volte, però la puntata di oggi, originale al 100%, segna una svolta in questa fastidiosa abitudine. l’episodio (quello del paese dei fantini) è stato, caso più unico che raro nella storia della televisione, una specie di viaggio in alcune vecchie puntate della serie attraverso l’uso del deja vu. una puntata che ha citato più o meno apertamente alcune situazioni del passato e ha funzionato in due sensi: come normale episodio della serie e come attivatore della memoria dei fan più affezionati, il cui cervello è stato diviso in due, lasciato in parte davanti alla tele a seguire la serie e nello stesso tempo spedito alla ricerca di alcune immagini “già percepite” (e vi prego di lasciarmi usare almeno una volta nella vita l’espressione deja entendu). il primo ad accorgersene è stato uno di quegli indimenticabili personaggi di contorno, il ragazzo obeso che gestisce il negozio di fumetti e gadget per collezionisti. in quanto fan maniacale di ogni oggetto di culto, quando bart chiede che venga adottato un cavallo bianco che rischia di venire abbattuto, ha fatto subito notare che c’era già stata una puntata dei simpson in cui la famiglia comprava un cavallo (e homer per sostenerne le spese finiva a fare il commesso al jet market). homer si fa portavoce del disinteresse generale, dovuto anche al fatto che la serie è (con l’eccezione di alcune puntate iniziali e di quella della morte della moglie di flanders) costruita su un principio di immutabilità che corrisponde spesso alla cancellazione della memoria (emblematico il caso del direttore skinner, scoperto essere l’usurpatore dell’identità di un altro. ma a fine puntata tutto deve essere uguale a prima). l’episodio del presunto plagio si chiude in maniera esilarante, con l’uomo del negozio di fumetti che avvicina marge vestendo una maglietta su cui è scritto “worst episode ever” e le dice “vi tengo d’occhio”. ma l’ambientazione iniziale della puntata poteva già richiamarne altre, essendo ambientata in una fiera cittadina (ricorderei quella del viaggio lisergico di homer dovuto all’ingestione di un peperoncino potentissimo. in quella di oggi invece finisce col farsi friggere la maglietta) alla quale era annesso un concerto (qui va citata la puntata del lollapalooza, in cui i cypress hill ordinano un’orchestra di ventiquattro elementi e la usano per suonarci “insane in the brain”, mentre homer indossa un cappello rasta e se non sbaglio le scarpe di otto, autista dello scuolabus, prendono vita). l’episodio cambia di ambientazione e ci si trasferisce in un ippodromo, in cui vediamo il barista moe (in una sequenza fine a se stessa, che non influisce sullo svolgimento della trama) che cerca un biglietto vincente tra quelli buttati per terra (come fecero homer e bart nella puntata in cui trovano il piccolo aiutante di babbo natale) e quando alza lo sguardo vede una ragazza e se ne innamora (è la seconda volta che gli succede, la prima fu quando homer inventò un cocktail a base di sciroppo per la tosse). qui arriva un marchio di fabbrica della serie: la citazione cinematografica. nella puntata di ieri era un indimenticabile direttore skinner che vestiva i panni del norman bates di psyco, qui invece moe veste quelli di jim carey in the mask, quando il suo cuore prende a battergli fuori dal petto. quanto a marchi di fabbrica in una puntata come questa non potevano mancare il musical e la svolta psichedelico-surreale. sono entrambi riuniti nella geniale invenzione del paese dei fantini, misteriosa città sotterranea nel quale homer viene trascinato e in cui questi malefici gnomi feroci minacciano homer di nutrirsi del suo cervello, ma solo dopo aver cercato di convincerlo con una canzone alla quale partecipa anche lui. l’impressione è che nel suo meccanismo scopertamente artificioso, groening abbia scherzosamente cercato di costruire “l’episodio perfetto”, un fast forward allucinato di tutti gli episodi del passato.
atroC.T.X.Z.B.tionpostato da atrocityexibition 02/01/2004 15:49
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