Tuesday, November 02, 2004

the sadness after sex classics (2)

giovedì, giugno 05, 2003

dead rappers: jason johnson aka camoflauge (1982-2003)
oggi inauguriamo la rubrica dead rappers, uno spazio (speriamo di non doverlo utilizzare spesso) dedicato ai casi di cronaca nera che hanno rabbuiato la scena hip hop.
partiamo dalla fine. il caso più recente è quello di jason johnson, meglio conosciuto come camoflauge (tre dischi a suo nome). confesso di non aver mai ascoltato un suo disco e di non averlo mai nemmeno sentito nominare prima della sua tragica fine. ho appreso della sua morte leggendo un trafiletto nella pagina degli spettacoli di repubblica.
la mia ricerca su internet non ha dato esiti particolarmente brillanti, pochi giorni dopo l’omicidio l’attenzione per il caso si è dissolta, anche per il fatto che camoflauge non fosse ancora un rapper particolarmente famoso. nato, cresciuto e morto a savannah (georgia) jason johnson inizia la sua carriera rap-gangsteristica in un quartiere popolare della città, su uno sfondo comune a molti suoi colleghi fatto di estrema povertà, armi e narcotraffico (questi, insieme al sesso, i temi di cui sono infarcite le sue rime). inizia a rappare giovanissimo (e giovanissimo morirà, a soli ventun anni): "praticamente ho sempre rappato da quando mi ricordo. ma ho cominciato a farlo seriamente quando sono finito per la strada. ho lasciato la scuola e ed era come se non ci fosse davvero nessun altro posto dove andare se non per la strada. e non volevo stare per la strada a tempo pieno, allora ho cominciato a girare con un paio di miei amici ("dawgs", nell’originale, distorsione di "dogs"). poi abbiamo cominciato ad aprire qualche show per quelli della pure pain records. alla fine, nel 1998 mi hanno chiesto se volevo entrare a far parte del giro ("You gonna get down, you rollin’with us?"). non avevo nient’altro da fare.(…) ho collaborato a un loro album e sono uscito col mio album da solista "i represent" nel 2000. nel 2001 è uscito "strictly for da streets: drugs sex & violence, vol. 1". nel 2002 è uscito "keepin’ it real"."
nel frattempo sono da registrarsi gli immancabili problemi con la giustizia: johnson sarà incriminato per possesso di stupefacenti e per l’omicidio di un diciassettenne di savannah, kenneth "boo" capers. sconterà tre mesi nella chatham county jail. verrà scagionato dalle accuse di omicidio nonostante la polizia continui a ritenerlo responsabile. nel settembre del 2002 sopravvive a un primo attentato. lunedì 19 maggio 2003 alle 16.30 viene ferito da un colpo di pistola fuori dagli studi della pure pain records, dai quali stava uscendo in compagnia del figlio (rimasto illeso). morirà poco più tardi al memorial health university medical center. è il terzo di una serie di omicidi che hanno insanguinato savannah tra la notte di venerdì 16 e il pomeriggio di lunedì 19. la polizia non ha effettuato nessun arresto e al momento non ci sono sospetti.
il brano dell’intervista a jason johnson riportato nell’articolo e la foto di camoflauge sono tratti da down south.
la scrittura di questo post è stata involontariamente accompagnata dall’ascolto di un disco di un altro rapper prematuramente scomparso: big punisher- capital punishment (1998, loud records)
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