Saturday, November 06, 2004

the sadness after sex classics (30)

domenica, luglio 11, 2004

degustazione sensoriale: the stooges live
è probabilmente il ronzio cerebrale post concerto più piacevole che mi ricordi, più o meno come se ron asheton avesse infilato direttamente il jack dentro il mio cervello incidendomi sulla corteccia questo fischio che mi impedisce di pensare serenamente, condannandomi per il resto della vita a non provare più alcun piacere dall’ascolto di nulla che non sia funhouse. quando è partita loose ho voluto dimenticarmi del fatto che mi trovassi a tre metri dall’iguana per distogliere lo sguardo dal palco e vedere una roba che dovevo assolutamente vedere, cioè una persona terribilmente vicina al punto di suicidarsi per la gioia, mentre ridisegnava le gerarchie della volta celeste con una serie di blasfemie appositamente studiate per l’evento. con una partenza del tipo loose/1969/down on the street si poteva anche prendere la via di casa soddisfatti, ma il pesante stato d’ipnosi coniugata al desiderio di sudare via tutto fino all’ultima goccia e urlare scalciando e sgomitando in attesa del trittico delle meraviglie t.v. eye/dirt/1970 sono stati ragioni sufficienti per restare. mi ero ripromesso di cercare di restare in vita però a un certo punto una larva umana con moicano fosforescente ha deciso di trascinarmi con sé alla ricerca di una sgradevole morte per calpestamento. a fine concerto qualcuno millanterà di avermi salvato la vita, ma essendo che io l’ho fatto desistere dall’acquistare una maglietta orripilante di iggy pop direi che siamo praticamente pari. stavo pensando che mentre l’iguana ieri sera esibiva pelo pubico agitandosi e dimenandosi come un adolescente, uno dei suoi più rinomati compagni di viaggio è chiuso in una clinica con il cuore devastato da un infarto (pronta guarigione al duca). ron asheton, nonostante nel corso degli anni abbia assunto le sembianze di john goodman, continua pacatamente a regnare sovrano tramortendo la folla con le esplosioni provenienti dal muro di marshall alle sua spalle. mi ha dato una gran gioia sapere che l’uomo al sax tenore era steven mackay in carne ed ossa, colui che con il suo ingresso all’interno di 1970 ha definitivamente deviato la storia del rock n’ roll fuori dai binari della sanità mentale.
in occasione del concerto, in città e sotto il palco avveniva l’incontro tra alcune delle più lucide e autorevoli menti della blogsfera, un glorioso raduno spontaneo innaffiato da litri di raw power, il glorioso long drink dal caratteristico colore sanguinolento e l’inconfondibile sapore di miscela per motorino brevettato per l’occasione. la terra sabauda ha iniziato a tremare venerdì sera con una serie di bellicosi sms di benty che annunciava il suo arrivo con frasi (poi rivelatesi incredibilmente profetiche) del tipo “ritardo di due ore. arrivo, ti chiamo e inizia un’ubriacatura sistematica”. sabato mattina non facciamo in tempo a elaborare la risacca del giorno prima che citofona bop. vedendolo arrivare l’istinto è quello di tramortirlo per rubargli anfibi, maglietta degli stooges e occhiali da sole per poi assumerne l’identità, ma lui è troppo lesto nell’infilarci in gola una bottiglia di vino aromatizzato alle mandorle rispendendoci in pochi minuti nel consueto stato di incoscienza e inoffensività. piacevoli sorprese sono state poi gli arrivi di pulsatilla, che prima d’ora avevo visto solo alla tele, e maxcar, che si è improvvisato mio concittadino per portare a termine un master in incasinamento delle cose semplici e umiliazione di neolaureati in discipline umanistiche attraverso lo sfoggio di un’invidiabile competenza in cose di cui questi ultimi ignoravamo addirittura l’esistenza. ode e gloria eterna ad enzop, il joe t. vannelli degli indiebloggers sabaudi, che è stato in grado di condurmi ai bordi della commozione donandomi la maglietta xiu xiu for life che desideravo tanto. alla prossima, spero ardentemente di potervi rivedere presto e più a lungo.
atroC.T.X.Z.B.tion
postato da atrocityexibition 11/07/2004 20:29
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