Saturday, November 06, 2004

the sadness after sex classics (32)

mercoledì, agosto 11, 2004

futbol: l’eterna lotta tra il bene e i mangiamerluzzo
quest’anno la champions league richiede un paio di turni di petting e le tifoseria si mobilita in massa per uno dei rarissimi eventi di questa triste estate torinese. la dirigenza non immaginava, metà delle biglietterie sono chiuse, morale della favola al calcio d’inizio siamo ancora immersi in una coda statica e interminabile, senza la prospettiva di avere il nostro biglietto prima dell’intervallo. si procede al ritmo di una bestemmia al secondo ma quando dio decide anche di riversare un diluvio sulle nostre povere teste di cazzo tocca incrementare la produzione. quando qualcuno urla “minchia forse fanno entrare gratis!” intravediamo la solita terribile morte per calpestamento, già miracolosamente scampata al concerto degli stooges. non solo sopravviviamo ma entriamo pure gratis e ci riconciliamo con tutte le divinità delle volta celeste (soldi del biglietto prontamente reinvestiti nei due dischi solisti di gram parsons). ci sistemiamo di fianco al settore degli ospiti, gravido di striscioni inneggianti all’infame 2-2 e stipato di energumeni gonfi di birra che si distinguono per alcuni fitti lanci di oggetti sulle pacifiche famigliole della tribuna est, vaffanculeggiano tutto il tempo in italiano e si agitano a torso nudo indifferenti alle intemperie dal momento che in quel posto di merda da dove vengono loro il sole sicuro che non l’hanno mai visto neanche da lontano. fanno casino tutto il tempo e li capisco, perché neanche nei loro sogni più inconfessabili potevano sperare di venire a torino a farci il culo, però mi consolo pensando che vivranno tutta la vita logorati da una fredda pioggia battente e da un vento sferzante, a pescare merluzzi da un buco nel ghiaccio braccati dagli orsi bianchi. il djungarden schiera col numero 77 abgar barsom, già colonna del mio glorioso wigan athletics a championship manager 00-01. l’avevo decisamente mitizzato e trovarmelo di fronte è una delusione. l’incontenibile mezza punta della mia fantasia è in realtà una patetica ala sinistra staticissima con un taglio di capelli da bagnino della riviera adriatica. verrà mestamente sostituito senza rimpianti a metà del secondo tempo. la juve parte con una specie di 4-3-3 (se si vuole considerare del piero un attaccante) che in realtà ricorda piuttosto un 4-3-2 (dal momento che riesce difficile considerare del piero un giocatore di calcio). blasi sulla destra conferma il suo naturale talento per rimediare ammonizioni ogni volta che gli viene concesso di giocare a calcio. meglio al centro, al posto di un deleterio tacchinardi. splendido legrottaglie (che per tutto la partita ho scambiato per tudor), che regala un momento di ilarità generale con una gag degna del miglior buster keaton, con il pallone che gli rimbalza sulla nuca mentre lui si agita disperato senza riuscire a trovarla. miccoli magari non è al top, però si sbatte tutto il tempo ed è il solito pericolo costante. sullo 0-2 siamo ormai preda dello sconforto ma l’ingresso di ruben olivera ristabilisce le gerarchie. sulla destra è incontenibile e per quanto mi riguarda può tranquillamente relegare camoranesi alla panchina a vita. sull’altra fascia ammiriamo estasiati alessandro del piero, forse ancora stizzito per le vergognose accuse di mezzoseghismo, che trascorre tutto il secondo tempo immobile come uno stronzo su un marciapiede, regalando una serie interminabile di patetici triangoli con zambrotta, restituendogli ogni volta un pallone troppo lungo sul fondo. dopo la terza volta l’intera curva ha seriamente meditato di suicidarsi in massa lanciandosi sul primo anello. al momento dell’inevitabile sostituzione viene abbondantemente vaffanculeggiato dallo stadio intero. quando si incomincia finalmente a giocare al calcio riprende il diluvio che finisce per anestetizzare la partita, favorendo gli svedesi sempre propensi a fingere malori intestinali e svenimenti in campo per succhiare minuti preziosi. all’uscita si tratta di raggiungere la macchina a piedi, saggiamente parcheggiata vicino a casa di marco. sbagliamo direzione e ce ne accorgiamo quando siamo ormai al confine con la francia, fradici fino alle ossa e ormai sicuri di trascorrere il resto dell’estate a letto con un termometro nel culo. come se non bastasse che siamo a rischio qualificazione e che sono ridotto da buttare nel cesso una macchina sfreccia dentro una pozzanghera sollevando uno tsunami che ci si abbatte impietosamente contro, umiliandoci definitivamente sul finire di questa indimenticabile serata di merda.

atroC.T.X.Z.B.tionpostato da atrocityexibition 11/08/2004 18:43
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