Saturday, November 06, 2004

the sadness after sex classics (33)

martedì, settembre 07, 2004

songs that saved my life (3): my own private human punk/ the exploited

è un paio di settimane che mi capita di rinvangare questi vecchi dischi e poi andare a ripescare certe facce indietro nel tempo, magari andare a ribeccare la mia di faccia di quattordicenne ciucciante le prime lucky strike da quei pacchetti da dieci che mi infilavo nel calzino per eludere i controlli. tanto per la cronaca non eludevo proprio un cazzo, avrò eluso un paio di mesi, forse un’estate, poi mi hanno blindato una sera a cena davanti al telegiornale, che il pomeriggio mentre me ne stavo liquefatto sul tappeto a macinare casi e declinazioni qualche stronzo di prima categoria si era preso il disturbo di mandare in frantumi la serenità di mia madre, di mettersi a pisciare allegramente sul mio ritratto di bravo ragazzo serio e volenteroso, giusto per gonfiare il petto, preparare il tono delle grandi occasioni, pregustare il sapore di quella varietà malsana di sadismo e crudeltà che anima i rapporti sociali di quelle piccole cittadine grigie e schifose che sembrano vomitate da qualcuno in mezzo a una pianura argillosa che in quel periodo mi sarebbe piaciuto bonificarla col napalm, che inutile schifoso spurgo della terra sei stato ad andargli a dire a mia padre che il suo unico figlio si era perduto sulla via del tabagismo, con tutta la fatica che aveva fatto lui per smettere. spero che l’anonimato continui a proteggerti per il resto della tua patetica vita, perché ti confesso che ancora dopo tutti questi anni mi piacerebbe insegnarti come ci si comporta in società con una di quelle vecchie cure di calci in culo ben assestati. il giorno dopo mi è toccato terrorizzare alcuni sospetti che avevo individuato tra i ragazzini delle prime giudicandoli inclini allo spionaggio, che ormai adesso che ero un malvivente tanto valeva concedersi qualche sporadica puntata nel bullismo adolescenziale, non devo neanche faticare tanto per rivedere l’espressione del volto distorta dallo spavento di questo coglioncello dai capelli rossi implorante misericordia per avere contribuito in qualche modo alla fuga di notizie. però alla fine la roba che mi interessava di più quando c’era da smaltire qualche casino era di chiudermi in camera ad ascoltarmi i dischi, che alla fine la colpa incominciavano a prendersela sempre loro, le copertine dei gruppi metal che mi spingevano alla bestemmia, il rock ‘n’ roll lifestyle che mi spronava a ciucciarmi prima le lucky strike poi le diana poi finalmente le john player special quando si trattava di esternare quel minimo di classe sotto le camicie a quadri. i dischi alla fine catalizzavano le ire materne, come se non ero tanto io ad essere un cagone senza cervello ma solo un povero scemo in cerca di attenzione con dei cattivi ascolti a fare le veci delle cattive compagnie lungo il consueto percorso adolescenziale verso la devianza. il metal è stato un periodo di assestamento quasi doveroso, però il punk rock invece è stata una roba seria, alla fine credo che è sempre lì che si ritorna, all’ossessione per i sex pistols, loco live dei ramones, il mio amico luca e la gloriosa fanzine delinquency, l’altra grande ossessione per l’hardcore italiano degli anni ’80. però alla fine la miccia l’hanno innescata gli exploited. gli exploited e un vecchio glorioso gruppo italiano che si chiamavano infezione, di cui anni dopo recupererò il secondo disco (religione oppio dei popoli), due lati di una cassetta da novanta minuti assemblata alla cazzo da chissà chi, mi ricordo che me la consegnò qualcuno quando avevo quattordici anni, senza neanche sapere cosa c’era inciso sopra, come quell’altra volta che mi hanno dato una cassetta dei metallica che poi un paio d’anno dopo ho scoperto che erano i judas priest. comunque era una roba dal vivo, si sentiva di merda, io forse non avevo ancora finito le medie e mi dimenavo per la stanza a sentire questi quattro sudici scozzesi incazzati neri che sembrava intonassero cori da stadio pisciando contro il bancone del bar dopo la decima pinta di lager, la sezione ritmica più malcagata che esista con wattie che abbaia tutto il tempo sex and violence mi sembra una roba di una purezza talmente nichilista e insensata che dopo non lo so se l’ho ancora rincontrata da qualche parte, anche soltanto ripensare al pubblico che sbraita exploited barmy army prima del concerto mi emozionerà sempre di più di tutta la discografia dei beatles messa insieme, perché mi sembra che alla fine quelli sono stati i suoni della svolta, non lo so, quando ho iniziato a provare piacere nello stare in casa con l’orecchio attaccato alle casse invece di andare in giro a farmi vaffanculeggiare dalle ragazzine come tutte gli altri. in giro ti raccontano che gli exploited sono solo una manica di cazzoni che non sanno neanche come si gira uno strumento, invece secondo me bisogna lasciarli stare, personalmente l’altro giorno in macchina ho rimesso su troops of tomorrow e mi sono ricordato che ci sono poche robe al mondo che riescono ad agitarmi come alternative e dead cities, poche robe mi hanno fatto sentire orgoglioso come andarmene in giro per il liceo palli di casale monferrato con la loro maglietta del teschio con la cresta. quello era ancora un periodo che i dischi li ascoltavo veramente, dopo è subentrata questa specie di monomania inventaristica che più che altro va bene per trasformare in qualcosa di tangibile i soldi che mi guadagno servendo ai tavoli durante i fine settimana, passare un paio d’ore a farsi due ghignate dal dischivendolo tanto per passare il tempo, però la maggior parte dei dischi che mi sono comprato dopo può essere che fanno quasi tutti cagare.

atroC.T.X.Z.B.tion
postato da atrocityexibition 07/09/2004 16:54 commenti (15)
//cashcow.splinder.com/" target="_blank">cashcow
dicosaparliamo
fanchi
fio
garnant
hotel messico
il boss
lady stardust
lineagotica
noncicapisco
parmachiara
playroom-decay
portugal
simonebolognesi
settore4c
something
sonechka
trailers
tausone
trentamarlboro
uliva
unicarisposta
winnicot
welovethecity
Powered by Blogger


indie blog aggregator
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.


Blogarama - The Blog Directory
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Search For Blogs, Submit Blogs, The Ultimate Blog Directory
Listed on Blogwise

Blog Aggregator 3.0 - The Filter