Wednesday, November 03, 2004

the sadness after sex classics (4)

places (not) to go(1): vineria “non nominabile per il timore di querele”
la rubrica “places to go” nasce con l’intento di descrivere dei luoghi. è l’organo geografico di sad.aft.sex. purtroppo però iniziamo male. il problema è che nel primo luogo di cui vi parlerò mi sono trovato talmente male che definirlo un “posto dove andare” suonerebbe quantomeno beffardo. avrei potuto iniziare da qualcos’altro, visto che la recensione di un locale sminuisce di parecchio le mie ambizioni. eppure l’inculata ricevuta mi brucia ancora così tanto che la scelta è stata obbligata. l’altra sera io, rob, tat, perry e nick decidiamo di andarci a prendere un aperitivo. essendo in compagnia di amici stranieri ci dirigiamo verso la zona del quadrilatero, ovvero dove trovi il top della gamma dei locali torinesi in fatto di aperitivo. la nostra inconsapevole scelta ricade su questa vineria di nome il bigotto o il pigatto o il bugatto. comunque per fugare ogni dubbio diremo che si trova in via s.agostino, circa di fronte al noto “i tre galli”. lungi da me il chiedervi di boicottare un locale, anche perché secondo le ultime disposizioni sarei perseguibile penalmente. mi limiterò dunque a raccontarvi la mia esperienza e a precisare che chiunque di voi oserà mettere piede lì dentro dopo aver letto quest’ articolo non sarà più autorizzato a rivolgermi la parola né a salutarmi. ordiniamo la nostra bottiglia di bonarda d’ordinanza. essendo molto assetati però chiediamo anche una bottiglia d’ acqua gasata e una di naturale. quando ci viene consegnato il tutto mi cade l’occhio sullo scontrino. scopro con sgomento che insieme ai 14 euro per la bonarda ci sono stati addebitati 6 euro per la bottiglia di gasata e altri 6 euro per quella di naturale. il mio sterminato repertorio di bestemmie vacilla sotto la potenza dell’affronto subito. come se non bastasse ci viene chiesto di pagare anticipatamente, perché forse essendo seduti fuori potremmo bere e poi scappare, ma qui i criminali sono loro e non sarebbe corretto sovvertire i ruoli. per una cifra del genere mi farete notare che il servizio deve essere stato impeccabile. un cazzo. ci portano un piatto per servirci dal buffet di vivande da accompagnare all’aperitivo. rob chiede al cameriere se possiamo avere un altro piattino, perché siamo in cinque. il cameriere però mostra sul viso e nel cervello i segni indelebili di un’overdose di crack. entra nel panico, attraverso i suoi occhi sbarrati possiamo vedere i suoi tessuti cerebrali cortocircuitare impietosamente. risponde che forse sì, non è sicuro. dopo qualche minuto, ci viene portato un altro piatto, però più piccolo, forse per dimostrare che se siamo venuti per rubargli il cibo ci sbagliamo di grosso. crackhead appoggia sul tavolo cinque bicchieri del vino, ma solo due per l’acqua. forse pensa che due di noi abbiano intenzione di scolarsi una bottiglia d’acqua a testa. io ritengo che per dodici euro del cazzo abbiamo diritto a cinque bicchieri. nick ne ha chiesto e ottenuto uno con ghiaccio e limone. lo vuole anche perry, ma non c’è verso. riproviamo una seconda volta. crackhead porta un grosso bicchiere pieno di ghiaccio. perry squittisce: and the lemon??? crackhead fissa il vuoto, forse sta vedendo un grosso dragone rosso che si libra nel cielo. più tardi rovescerà un vassoio di bicchieri e sembrerà scuotersi per un momento dal suo narcotico torpore. essendo che sono un cameriere non mi metto a fare casino con gli altri camerieri. in questo caso sarebbe tra l’altro servito a poco, e poi loro comunque non c’entrano un cazzo con queste merdate dei prezzi. per quanto mi riguarda se fai pagare 6 euro 75 centilitri d’acqua ti dovrebbero incriminare per truffa aggravata. personalmente, se fossi un giudice, dopo averti infilato la testa nel cesso per tutto il tempo necessario ti sbatto in una cella d’isolamento e do la chiave in pasto alle pantegane. ti mando a vendere l’acqua alla mensa delle Vallette, dove trovi subito qualcuno che ti mette in riga. comunque lo stronzo con noi è meglio che non lo fai. è tat che organizza la vendetta. decidiamo di ingoiare l’equivalente di dodici euro in tartine dell’aperitivo, stimandone il valore attorno ai due centesimi l’una. ci riempiamo il piatto una ventina di volte. essendo che a un certo punto non ce la facciamo più andiamo a turno in bagno a vomitare per fare posto a quello che ancora ci spetta. ci spostano il tavolo, ma a tat non gliene frega un cazzo e gli corre dietro a racimolare le ultime tartine rimaste. dopo non abbiamo più cenato. mi riservo comunque di andargli a pisciare sulla serranda chiusa dopo che saranno falliti.
atroC.T.X.Z.B.tionpostato da atrocityexibition 06/07/2003 22:49
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