Wednesday, November 03, 2004

the sadness after sex classics (6)

venerdì, agosto 08, 2003

le guide turistiche di sad.aft.sex. (1): veneto
è finalmente arrivato il momento di confrontarsi con un genere classico come quello del racconto di viaggio. voglio comunque precisare che non scriverò mai un racconto di formazione, perché il racconto di formazione è il vero grande cancro della letteratura occidentale. di tutte le regioni d’italia che ho visitato forse il veneto è quella che preferisco. non potevo d’altronde rimanere insensibile al fascino della terra dell’alcool e della bestemmia. a voler essere pignoli l’unica cosa che impedisce al veneto il dominio assoluto sulle altre regioni è il fatto che dai tempi del verona di briegel, elkjaer e pierino fanna qui non si produce più grande calcio (anche perché la rinascita del calcio veneto è stata affidata a gentaglia del calibro di zamparini, poi fortunatamente emigrato altrove). assistere al concerto dei r.e.m. sul campo di un padova risucchiato dalla categorie minori mi ci ha fatto riflettere. è di questi giorni una notizia tragica ed esemplare: il thiene, miracolo calcistico da più parti additato come il chievo del vicentino, ha rinunciato alla C2 dopo i problemi avuti per l’iscrizione (finanziariamente a pezzi, rischia ora di ripartire dalla terza categoria e viene ora da più parti additata come la fiorentina del nordest –grazie fede per le notizie fresche e i commenti puntuali-). a coronare la disfatta è arrivata la notizia dell’entrata in convento del centravanti della squadra (notizia apparsa su “il giornale di vicenza”). ma veniamo al viaggio. alla partenza siamo io e bobbert. arriviamo a vicenza di lunedì (23 luglio suppongo). veniamo accolti da ellis e fede e ci trasferiamo subito al campo base, la villetta monofamiliare in stile postpalladiano della famiglia manzardo, sita in thiene (due stelle e mezzo). thiene (si può anche pronunciare “fiene”) è una discreta cittadina, tranquilla, esente da criminilità e dotata di simpatico centro storico d’ordinanza. suppongo che a questo punto dovrei dirvi dove mangiare e dormire come nelle guide lonely planet. direi che potete andare anche voi a casa di fede dicendo che vi mando io. il resto della giornata lo passiamo in coda al carrefour. diamo segni di cedimento psichico e una volta usciti distendiamo i nervi a colpi di spritz. martedì arriva il piatto forte, è il giorno che bobbert sogna da una vita. siamo io, bobbert, ellis e fede. l’obiettivo è la prima fila e ci presentiamo davanti ai cancelli alle 14.30. fede fa notare con malcelato sarcasmo che l’area adiacente lo stadio euganeo è ombreggiata come la valle della morte. quattro ore dopo aprono i cancelli, ma l’idiozia di alcuni addetti alla sicurezza ci costringe a rimanere immobili a guardare un centinaio di persone entrare impunemente davanti a noi. la situazione sotto il palco a tre ore dall’inizio del concerto è francamente mortale. ci ritroviamo in piedi schiacciati a 37 gradi all’ombra mentre delle persone cercano di vendere maxiconi motta a quattro euro l’uno. così non si può stare e ci vediamo costretti ad arretrare bestemmiando le divinità locali. dopo un po’ attaccano a suonare i feeder (michael stipe dedicherà loro imitation of life), un gruppo in ritardo di una decina d’ anni sul britpop con un paio di canzoni che devo avere già sentito da qualche parte. dopo di loro tocca agli sparklehorse. sono contento di vedere dal vivo mark linkous perché sono un suo estimatore. non so se abbia proposto canzoni di un eventuale nuovo album, ma suona pezzi che mi sono poco familiari (speravo tanto di ascoltare rainmaker e comfort me, ma pazienza…). è un set nervoso, in bilico tra l’elettrico e l’acustico, pieno di cambi di ritmo che dipingono a dovere l’essenza del gruppo. michael stipe dedica loro electrolite, una canzone che gli si addice profondamente. alle dieci meno un quarto arrivano i r.e.m. e sono cazzi. se non sbaglio si parte con new test leper e da qui in avanti è un fottutissimo trionfo. nel caso avessimo avuto bisogno di conferme questo show ci ha ricordato che avevamo davanti la più grande rock n roll band del nostro tempo. è un uscita un doppio disco dal vivo e abbiamo la fortuna di assistere a greatest hits che non potevamo immaginare neanche nei nostri sogni più incoffessabili. ogni pezzo suona come un fottuto classico. michael stipe ha classe e carisma da vendere, peter buck saltella e sfoggia uno dei chitarrismi più influenti della storia del rock (insieme a quelli di keith richards, johnny marr e kurt cobain per la cronaca, limitandosi alle band e senza tirare in ballo i solisti). mike mills è l’unico che riesco a vedere decentemente in mezzo alla selva di testa di cazzo che mi stanno davanti. trovo sia una brava persona. le canzoni che mi fanno alzare la pelle d’oca per combinazione sono le due che hanno a che fare con andy kaufman. man on the moon e soprattutto the great beyond mi hanno mandato letteralmente fuori di melone. aspettavo con ansia walk unafraid ed è prontamente arrivata. taglio con la tracklist, ma vorrei solo dire che losing my religion è una delle canzoni più belle mai scritte e che il concerto si è chiuso con una it’s the end of the world as we know it da brividi. adesso però devo sintetizzare. il giorno seguente abbiamo visitato vicenza (quattro stelle), città bellissima, silenziosa e densa di aree pedonali, quasi interamente votata all’estetica palladiana. bello anche il negozio di dischi chiamato radio varsavia dentro il quale sono stato per buona parte del tempo (comprato un bel live di tim buckley). il posto che in assoluto mi è piaciuto di più però è stato bassano del grappa (quattro stelle). ho sempre sognato di vedere il luogo da cui proviene una delle mie bevande preferite, quella grappa nardini che ha reso la mia adolescenza molto più interessante. la nostra gita ha rischiato di interrompersi prima di cominciare, essendo io e bobbert stati risucchiati da uno spaccio della diesel che abbiamo trovato per strada. però una volta arrivati ci siamo fiondati nel suggestivo bar della nardini che si trova all’inizio del ponte. dopo un poker di indimenticabili aperitivi della casa a base di rabarbaro siamo usciti per andare a bere qualcosa. a mio parere non esiste una città più rappresentativa del veneto. qui si beve meglio che in qualsiasi altro posto e la gente qui bestemmia veramente duro (“madonna scatenata” vince il premio fantasia, sentita pronunciare da un barista nardini). qui la bestemmia assume connotati grammaticali precisi, solitamente viene posta a fine frase per enfatizzare il discorso, ma a seconda della funzione grammaticale (imprecazione, spavento, interiezione…) può posizionarsi diversamente, e comunque non tutte le bestemmie vanno bene per tutte le frasi. secondo me bassano è il capoluogo morale del veneto. anche perché qui si producono cose (come la nardini, i bigoli de bassan e i vestiti diesel) che hanno reso famoso il veneto nel mondo. mentre invece a venezia non si produce proprio un cazzo di niente, a parte le boccette di vetro con dentro piazza san marco che le giri e nevica. nel weekend si è unito a noi guidone, altro grande superstite della lunga permanenza lisboeta. con lui siamo stati a padova (tre stelle e mezzo), città molto piacevole che per quanto mi riguarda vede il suo centro nevralgico nella splendida piazza (prato della valle, forse?) e nel ghetto ebraico adiacente. dopo l’immancabile sosta al 23 (uno dei migliori negozi di dischi in cui io sia mai stato. comprato some girls degli stones e un doppio bootleg degli stooges registrato da vomito) e un paio di spritz d’ordinanza io, bobbert, ellis e guidone abbiamo puntato verso i colli euganei alla ricerca di un ristorante. abbiamo trovato un posto isolato molto carino dove alcuni brandelli di cinghiale in umido hanno sferrato un altro mortale colpo al mio agonizzante vegetarianesimo. la domenica, ultimo giorno, l’abbiamo trascorsa in montagna in compagnia di altri tre esponenti della popolazione autoctona, concedendoci anche una simpatica scampagnata in trentino alto adige, conclusasi laconicamente dopo quattro minuti con una secca inversione a u e ritorno nella provincia di vicenza. la mia analisi del veneto mi sembra di per sé già abbastanza completa, però a costo di sembrare misogino mi vedo costretto a rispondere alla domanda che a questo punto un’ampia parte di voi mi vorrebbe porre: sì, c’è figa. credo che ci risentiremo a settembre.
atroC.T.X.Z.B.tion feat. bobbert, ellis, fede, guidone, elisadel23, mane, carlopostato da atrocityexibition 08/08/2003 13:15
//cashcow.splinder.com/" target="_blank">cashcow
dicosaparliamo
fanchi
fio
garnant
hotel messico
il boss
lady stardust
lineagotica
noncicapisco
parmachiara
playroom-decay
portugal
simonebolognesi
settore4c
something
sonechka
trailers
tausone
trentamarlboro
uliva
unicarisposta
winnicot
welovethecity
Powered by Blogger


indie blog aggregator
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.


Blogarama - The Blog Directory
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Search For Blogs, Submit Blogs, The Ultimate Blog Directory
Listed on Blogwise

Blog Aggregator 3.0 - The Filter