Wednesday, November 03, 2004

the sadness after sex classics (9)

sabato, ottobre 18, 2003

suicidal autumn (dischi per un autunno suicida)(1): red house painters
dopo la recensione di september di david sylvian torniamo a fomentare la vostra metereopatia con una nuova rubrica che si occuperà di consigliarvi dischi che renderanno ancora più triste e solitario il vostro autunno. è tornato il solito freddo bastardo a intorpidirci le ossa, cadono le prime foglie, è stata reinstallata sul cielo di torino quella simpatica cupola grigiastra che ne ha fatto la storia e puntualmente rispunta nel mio lettore la discografia dei red house painters. era difficile inaugurare il nostro viaggio nella depressione autunnale con qualcosa di diverso, visto che in certi momenti i red house painters sono capaci di far sembrare closer dei joy division la colonna sonora di una puntata di casa vianello. per rendere ancora più angoscioso il loro ascolto i RHP pubblicano, subito dopo l’esordio down colorfull hill (in sostanza una ristampa dei primi demo), due dischi nello stesso anno (1993) e tutti e due tragicamente senza titolo. tanto per essere chiari ho personalmente partecipato anni fa a una pericolosa diatriba in un negozio di dischi con un acquirente che voleva comprare il primo disco omonimo dei RHP e non sapeva quale dei due fosse. se non conoscete le copertine l’unico modo per distinguerli è il numero di catalogo della 4AD (prima etichetta dei RHP, nonchè una della case discografiche più illuminate di tutti i tempi). per la cronaca sono stato additato dal negoziante come esperto di red huose painters e ho fatto ordinare all’avventore il disco sbagliato. le copertine sono da sempre un marchio di fabbrica di questa band, tutte foto in quel malinconico bicromatico color seppia, nel caso del primo omonimo un parco giochi abbandonato (funhouse è il nome della traccia numero sei). la musica è già tutta in quelle foto, echi di un passato sbiadito, storie d’amore lontane, scarne ballate intimiste sferraglianti di un rock n roll lento ed oscuro. secondo rossano lo mele il disco dell’ottovolante è “uno dei dischi più introspettivi di tutta la storiografia rock, reca tracce di drake e cohen”. ma parlando di influenze, oltre a quelle più immediate che portano a certo cantautorato anni ’60 e ’70 (difficile a mio avviso non citare lo springsteen di nebraska), è bene temere a mente che mark kozelek (cantante, chitarrista e songwriter) ha fatto uscire un disco solista (dopo lo scioglimento della band) composto interamente di cover acustiche degli ac/dc e che “tempo addietro trovarono dimora nel repertorio dei red house painters pezzi di genesis e kiss” (rossano lo mele). dovendo eleggere un pezzo indimenticabile all’interno del disco dell’ottovolante la scelta ricade irrimediabilmente su mistress, struggente canzone d’amore presente in due versioni (io voto la piano version). new jersey è un altro grande classico, ma ancora meglio mi sembra la versione elettrica presente sul secondo disco omonimo, più contenuto nella durata e ancora più scarno nei contenuti (è presente una cover di i am a rock di simon and garfunkel). di tutto il repertorio della band, la canzone a cui sono più legato è sicuramente japanese to english, da down colorful hill, ballata strappalacrime (e se dico strappalacrime è perchè quando l’ascolto arrivo alla soglia del pianto) che canta i dissidi interiori e le angustie grammaticali di un traduttore dal giapponese all’inglese. nel caso doveste affrontare per la prima volta la discografia del gruppo consiglio l'ottima retrospettiva uscita nel '99 per la 4AD, una raccolta divisa in due cd, il primo è un best of e il secondo una raccolta di inediti, outtakes e alternate version.


atroC.T.X.Z.B.tion feat. rossano lo mele (le guide pratiche di rumore- indie rock u.s.a. 1987-2002)postato da atrocityexibition 18/10/2003 17:24
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