Monday, November 22, 2004

this motherfuckin’ world (19): the scum guide to groupiesm/indiejournalism

fine del festival, decido di rimanere a vedermi il film di chiusura e andarmene a dormire presto, facendo ben presente al kaiser che no, non ho voglia di uscire, per nessuna ragione, che domani mattina mi devo alzare presto per scrivere. il film sta per iniziare e io non so esattamente come, mi ritrovo per la strada a dirgli al kaiser che magari vengo a fare un salto alla festa superesclusiva che fanno alla mole, proprio cinque minuti prima di infilarmi a letto, giusto per recuperare magari qualche intervista dell’ultima ora o conoscere qualche pezzo grosso visto che mia madre si lamenta che non mi sbatto mai per trovarmi un lavoro. purtroppo la festa della mole si rivela così tanto esclusiva che ci viene chiesto gentilmente di rimanere fuori al freddo sulla strada mentre gli altri bastardoni dentro al caldo mangiano e bevono gratis. peccato, perché io tra l’altro ho anche pochi soldi dietro quindi di andarsene a bere qualcosa comunque non se ne parla, o magari giusto un digestivo visto che ho cenato solo da quattro ore. faccio scegliere al mio amico luca che è un intenditore, così ci succhiamo questo whisky molto buono che però lo vendono al bicchiere al prezzo del petrolio al barile. quando si tratta di andare nel locale trendy dove ci sarebbe una pseudo festa di fine festival non c’ho più una lira in tasca, il posto mi fa schifo, però in compenso la mia capacità di resistenza al richiamo tentatore del kaiser è già abbondantemente sconfitta dal primo alcol della serata. la musica pulsa un po’ troppo per i miei gusti e alla pareti proiettano dei ritratti di mao che mi viene subito voglia di mandare tutto il fighettame a mondare il riso in qualche remota regione della cina tanto per fargli capire come gira il mondo. una volta tanto a calamitarci contro il bancone non è la prospettiva beveraggio quanto le fattezze di una semi dea che spilla le birre lì dietro e pure il resto del locale sembra vantare una presenza femminile di riguardo e infatti consideravo che venire in questi posti qua per la nostra monogamia è l’equivalente di fare il bagno nudi nel mar baltico a febbraio, di quelle robe dolorose che però ti temprano il carattere. comunque non esitiamo ad esibire tutto il nostro potenziale di nerditudine/pezzalculismo smezzandoci qualche bicchiere del nostro tennesse whiskey preferito, che uno a testa non ce lo possiamo permettere e così magari riusciamo anche a farlo durare. il regista argentino vincitore del festival ritirando il premio aveva promesso che stasera avrebbe bevuto più che poteva e infatti lo vediamo intento a ingoiare una serie di birre doppio malto. quando lo vediamo uscire decidiamo di braccarlo per qualche domanda ed è a questo punto che succede che imprimiamo il nostro marchio indelebile sulla storia del giornalismo, realizzando la prima intervista della storia condotta pisciando dentro l’adiacente fiume po. il tenore delle domande e delle risposte assume presto connotati surreali pari alla situazione in cui vengono formulate ma riusciamo a raccogliere informazioni preziosissime per la storia del cinema come il fatto che il protagonista del suo film è un erotomane padre di ventidue figli e che sì, anche lui ha goduto come un porco quella volta che il boca ha steso il milan in coppa intercontinentale. quando rientriamo continuiamo con i festeggiamenti (anche se noi per la verità non avremmo un cazzo da festeggiare) e quando il barbuto e avvenente regista ritorna da noi io decido di mandare affanculo la mia monogamia e non oppongo troppa resistenza ai suoi svariati tentativi di limonarmi, lusingato anche dal fatto che per me abbia abbandonato le attenzioni di una biondissima e bellissima groupie. capisco che la nostra storia non ha futuro quando invece della consueta limonata ricevo un morso sulla guancia estremamente doloroso. l’ultima volta che lo abbiamo visto stavano cercando di infilarlo orizzontalmente dentro un taxi. vorrei comunque dire che ha mantenuto per tutta la sera un comportamento assolutamente decoroso per uno che gli sono appena piovute in tasca ventimila zucchine. io invece mi sa che gli devo ancora dei soldi al kaiser.

atroC.T.X.Z.B.tion

PS: la ragione del mio consumo di bevande alcoliche è riconducibile al fatto che nel locale trendy non servivano la blogga cola.
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