Friday, November 26, 2004

vasca di degustazione sensoriale (libri): alex bellos/futebol


Il libro di Alex Bellos testimonia come un uso chirurgico e rigoroso della cronaca possa produrre un effetto “fotografico” capace di ritrarre lucidamente l’immagine della cultura di un’intera nazione. Pur procedendo nell’analisi di un solo frammento di quella cultura (il calcio), “Futebol” esibisce fin dalle prime pagine una serie di connotati politici, geografici e antropologici che ne fanno uno strumento unico per la profondità con la quale si addentra nella materia (complessa e incredibilmente multiforme) dell’identità del popolo brasiliano. Bellos costruisce un vortice dentro il quale si susseguono una serie di capitoli disposti in ordine apparentemente casuale, che però toccano con precisione scientifica ognuno dei singoli aspetti che fanno del calcio in Brasile un fenomeno così radicalmente innervato sul tessuto sociale dei suoi abitanti: “Futebol” costituisce una sorta di inventario degli eventi storici, delle stranezze e delle peculiarità del calcio brasiliano. Il versante storiografico del libro porta l’autore a ricostruire le origini del fenomeno (la storia dell’importazione del calcio e quella delle prime società brasiliane), per muoversi poi all’interno delle due grandi sconfitte mondiali, quella contro l’Uruguay di Ghiggia e Obdulio Varela (persa al Maracanà nel ’50 in una partita epica che rappresenta tutt’ora un’umiliazione mai cancellata) e quella di Parigi macchiata dalle mai chiarite vicissitudini del malore di Ronaldo. Ma “Futebol” vive prima di tutto di quella serie infinita di personaggi più o meno eroici che lo popolano, dall’angelo con le gambe storte (il mai dimenticato e mai abbastanza amato Manè Garrincha) ai giocatori di calcio automobilistico, passando per gli sfortunati emigranti che cercano gloria nel campionato delle isole Far Oer, i palleggiatori di professione, i tifosi che sono entrati nella storia del folklore calcistico, i protagonisti di una partita giocata a cavallo fra i due emisferi che sembra uscita dalla penna di Osvaldo Soriano, i presidenti “cartolas” che hanno importato la corruzione nel calcio cercando riparo nella politica, fino a una splendida intervista a Sòcrates posta in chiusura, come a voler conferire al testo la consacrazione filosofica dell’ultimo grande vate del calcio brasiliano (che tra l’altro, nonostante i 50 anni e un tabagismo feroce, ha deciso qualche giorno fa di ritornare in attività in un piccolo club inglese!). A completare l’opera Bellos ha inserito un’appendice fotografica di ottima fattura, indispensabile per mostrare al lettore i volti e i colori di un calcio gioioso e surrealista, giocato sullo sfondo di una nazione allo stremo.

Alex Bellos, Futebol (Baldini Castoldi Dalai editore, Milano, 2003, € 16,80)

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