Wednesday, December 29, 2004

il discorso di fine anno del sindaco di scum

dovendo tirare un minimo di somme direi che neanche il secondo anno della mia esistenza post-lusitana lo inserirei nel greatest hits della mia vita, magari soltanto perché lo guardo da dietro questa cortina fumogena di ansia disoccupazionale che minaccia con le sue nubi temporalesche passato, futuro e tutte quante le altri dimensioni temporali di cui non sono a conoscenza. si sono comunque segnalati momenti di sporadica felicità, considerando per esempio che per la prima volta in cinque anni sono riuscito nella folle impresa di vivere tutto l’anno nella stessa casa senza dover traslocare (ma tanto l’anno prossimo è di nuovo ora- inserire qui fragorosa bestemmia a piacere). poi ci sono state in effetti alcune incursioni nel campo degli effimeri paradisi artificiali delle settimane alcoliche, dei concerti indimenticabili delle vecchie glorie del rock ‘n’ roll, dei viaggi esotici e del conseguimento di prestigiosi titoli accademici con i quali fare il mio sontuoso ingresso nel prestigioso club della disoccupazione giovanile. in effetti della prima metà dell’anno non mi ricordo niente, l’ho trascorso rinchiuso dentro una bolla intellettuale insonorizzata che mi ha protetto dagli agenti esterni durante la fabbricazione della tesi, adrenalico e irripetibile processo di gestazione in cui camminano di pari passo abbrutimento del corpo e sublimazione della mente. una volta scoppiata la bolla ho vanamente cercato di aggrapparmi a qualche soddisfazione calcistica proveniente da un noto torneo estivo, con gli esiti che tutti conosciamo. annata calcisticamente deprimente su tutti i fronti, con l’allenatore più spocchioso e arrogante d’italia che alza finalmente il culo dalla panchina del mio club per andarlo ad appoggiare due secondi dopo su quella della mia nazionale. quasi niente da dire anche sul fronte musicale, salvo il ritorno di morrissey e un disco dei wilco che mi sono deciso ad ascoltare solo adesso e che si è rivelato un eccelso breviario del rock in tutte le sue mutevoli forme.
come prospettive per il prossimo anno io facevo affidamento sul mio incrollabile tabagismo, che avrebbe continuato a produrre qualche microframmento di piacere giornaliero (supportato magari dall’ingestione di un noto prodotto ottenuto dalla fermentazione del malto) se non fosse che anche questo schifoso governo ladro si mette a remarmi contro, decidendo improvvisamente di tutelare la mia salute stracciando il protocollo di kyoto ma inventandosi al contempo una legge antifumo che finirà per rendere il resto delle mie uscite pubbliche indegne di essere vissute. ad ogni modo mi giunge voce che i fumatori da qualche tempo a questa parte vengono spesso discriminati anche durante i colloqui per le assunzioni, allora se è vero che da una parte non potrò più scolarmi una birra media con una sigaretta infilata tra le dita è vero anche che posso continuare tranquillamente a non fare un cazzo dando la colpa alle crociate antifumo che mi impediscono di trovarmi un lavoro come si deve (magari potrei anche ottenere un sussidio). in realtà questo 2005 sarà l’anno in cui dovrò trovarmi davvero un lavoro serio con cui integrare la mia rinomata professione di cameriere ai banchetti di matrimonio. avrei preferito farne a meno ma purtroppo dopo una rapida valutazione del denaro contenuto nelle buste consegnatemi per natale dei miei parenti è emerso chiaramente che suddetto denaro non basterà a garantire il mio sostentamento per più di cinque settimane (e in un anno non so esattamente quante ce ne sono ma mi pare più di cinque). rimandati all’anno prossimo anche gli acquisti di un distorsore e di un amplificatore decente ma sono pressoché sicuro che, con un’adeguata politica di drastici tagli nei settori dell’intrattenimento e del consumo di whisky invecchiati, intorno a luglio potrò forse concedermi un plettro nuovo e una di quelle cinghie che ti permettono di suonare la chitarra in piedi. però bisogna anche vedere l’economia come va e valutare il contenuto delle buste di compleanno.
saluto i miei lettori con l’augurio di trascorrere un anno gravido di piaceri terreni a basso costo. ricordatevi che qualunque sfiga dovesse capitarvi l’importante è sempre bestemmiare con melodrammatica convinzione.

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