Wednesday, December 08, 2004

il minestrone surgelato di scum o minestrone shaolin

(the scum guide to high kitchen/2)

ho perfezionato l’arte delle preparazione del minestrone surgelato grazie a una geniale intuizione di rob. il nucleo del discorso è: applicare al minestrone surgelato la tecnica di produzione di un risotto. maneggiando quella busta ghiacciata che esce dal vostro freezer dovete visualizzare un sacchetto di riso carnaroli e trattarlo come tale. il minestrone stesso deve convincersi di essere un risotto e cuocere come tale. essendo io un maestro internazionalmente riconosciuto nella creazione di indimenticabili risotti d’avanguardia (chiedere a speraben del riso nero con gamberi che si è inghiottito a casa mia) mi sono trovato a giocare in casa, producendo i risultati spettacolari che tutti si aspettavano da me. la pietra sulla quale poggia la vostra creazione è il soffritto. il soffritto è notoriamente il più grande e inarrivabile propulsore di sapori della cucina mondiale, trattarlo con sufficienza solo perché è costituito di ingredienti proletari come la cipolla e l’aglio è un clamoroso errore che vi si ritorcerà contro, trasformando il vostro minestrone in una variante meno saporita del liquido che deterge i lunotti delle vostre fiat punto. allora procuratevi uno spicchio d’aglio e una cipolla di media grandezza e maneggiateli alla stregua di un tartufo bianco, sbucciate con cura e segate la cipolla in tante rondelle circolari che dentro la vostra pentola si sfalderanno producendo quell’impagabile effetto psichedelico di tanti cerchi trasparenti sparpagliati sul fondo nero. lasciate soffriggere e quando il colore della cipolla inizia pallidamente a virare verso il giallo vuotate le verdure surgelate dentro la pentola. lo shock termico provocato dalle verdure ghiacciate a contatto con l’olio bollente produce un suono capace di evocare l’eterna lotta del bene contro il male. è di questi attriti dolorosi che si nutre il nostro estremismo culinario. durante questo passaggio dovrete essere in grado di produrre il più alto grado di sapore. è qui che imprimete il vostro marchio al minestrone, perché l’acqua è la grande corruttrice del sapore, è semplicemente lo strumento che usate per cuocere, non ha niente a che vedere con il cibo, accelera la cottura delle cose ma il prezzo che paghiamo per questo è una tragica dispersione del gusto. allora da una parte abbiamo le verdure che incominciano ad arrendersi all’olio impregnato di aglio e cipolla ma dall’altra noi possiamo intervenire lasciando piovere dal cielo un dado alle verdure (ma il doping esiste anche nella cucina e alcuni malfattori usano quello di pollo. per questo mi sto battendo per una commissione disciplinare che analizzi un campione di minestrone prima di ogni competizione culinaria). io personalmente dispongo anche di un vasto campionario di spezie esotiche e a questo punto infilo sempre una spolverata di cumino o curry (non esagerate, le persone devono provare il piacere indotto dalla spezia senza intuirne la presenza). alcuni molto opportunamente inseriscono anche una minima quantità di concentrato di pomodoro. lasciate cuocere per un po’ il minestrone a secco, mescolate ogni tanto, concentrate tutto il sapore dentro le verdure, radicatelo in profondità prima che arrivi l’acqua a riprenderselo. a questo punto versate una modica quantità d’acqua e salate, non dimenticando di aggiungere due patate previamente sbucciate, la cui funzione cruciale sarà quella di sfaldarsi lentamente, sacrificandosi per cercare di riconferire solidità e densità al vostro minestrone ormai irrimediabilmente ridotto allo stato liquido. lasciar bollire un’ora, dopo di che io impartisco sempre una sonora frullata ma lì vedete voi. come beveraggio ci sarebbe da dire che il minestrone di scum è un ottimo coadiuvante nella cura del doposbronza domenicale, quindi io sorprendentemente consiglierei di abbinare con della semplice acqua naturale ovviamente priva dell’infame sodio. nel caso in cui voleste però simulare un ambientazione da baita di montagna accompagnate pure con della grappa nardini bianca. la frangia più hardcore dei miei lettori può addirittura cucinare il minestrone con la grappa nardini a fare le veci dell’acqua (mi raccomando poi di farmi sapere).
immagino che parte del pubblico maschile (la più stolta) storcerà il naso, vedendo la propria virilità minacciata da qualsiasi forma di relazionamento con i fornelli. ho un rimedio anche per questo. io per esempio indosso durante la preparazione un grembiule nero dei viticoltori dell’oltrepò pavese donatomi da mio padre. lo faccio perché nel colore ricorda molto la divisa che indosso settimanalmente durante la pratica del kung fu shaolin. il grembiule, oltre a conferirmi una certa eleganza, mi fornisce la concentrazione e la saggezza necessarie per affrontare il quotidiano conflitto con il cibo, davanti al quale mi presento come un monaco shaolin di fronte a un discepolo indisciplinato da condurre lungo il tortuoso sentiero che conduce alla verità. un altro grande propulsore del vostro ego maschile può essere la musica: io per esempio ho messo su una quadrupla compilation dei led zeppelin, dalla quale ho skippato stairway to heaven perchè giudicata troppo poco virile.

atroC.T.X.Z.B.tion

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