Thursday, February 17, 2005

david sedaris/ciclopi

(vasca di degustazione sensoriale/libri)



sedaris arrivò in italia l’anno scorso con un buon decennio di ritardo e supportato da un certo clamore critico/pubblicitario, acclamato come uno dei più sublimi umoristi della nuova letteratura contemporanea anche grazie ad alcuni sponsor eccellenti come dave eggers e david foster wallace. prima di trasferirsi a parigi per fuggire al proibizionismo antitabagista statunitense conobbe una straordinaria fama in patria come speaker radiofonico leggendo le storie che saranno poi raccolte nei primi due volumi della sua opera. mondadori lo traduce compiendo un’operazione editoriale di dubbio gusto (e apparentemente inspiegabile) riunendo in questo “ciclopi” una selezione di racconti strappati via dalle prima due raccolte di sedaris, “barrel fever” e “naked”, senza nemmeno preoccuparsi di specificare quali racconti provengano da quale volume. per la verità lo si può intuire facilmente, dal momento che la seconda metà del libro si contraddistingue per lo spiccato autobiografismo di una serie di racconti che supponiamo avrebbero costituito, nel loro contesto originale, un mosaico sarcasticamente malinconico della vita dell’autore. i momenti migliori sono dati dalla cruda autoironia con la quale sedaris riflette sulla sua condizione di emarginato consapevole (l’omessualità, la famiglia di origine greca, la povertà che lo costringe ad accettare un lavoro da elfo di babbo natale in un grande magazzino newyorkese, la mancanza di ambizione che lo porta a frequentare il college in compagnia di un esercito di disabili) finendo poi regolarmente per fustigare usi e costumi di un’america ostile, della quale riesce a smascherare l’enorme cinismo fingendosi cinico. Alcuni brani non sembrerebbero nient’altro che sketch divertenti destinati a non lasciare il segno, facendo in effetti pensare a una probabile sopravvalutazione, ma un episodio come l’ultimo “ceneri” è un ritratto di famiglia comico e doloroso in grado di mettere in evidenza l’indubbio talento di sedaris. meno riuscito il versante più marcatamente “fiction” collocato nella prima parte del libro, composta da una carrellata di fotografie nerissime delle perversioni e delle psicosi serpeggianti nella più remota provincia americana.

preoccupante l’abitudine sempre più diffusa tra le grandi casi editrici di pubblicare libri tascabili al prezzo di edizioni rilegate.

david sedaris, “ciclopi”. mondadori-strade blu, milano, 2003. 15 €.
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