elogio della febbre consapevole
(this motherfuckin’ world/22)
tutto il giorno che traffico col termometro sperando che mi salga la temperatura, giusto un minimo di febbricitanza per giustificare l’inattività, un paio di gradi extra che mi stendano sul letto con la coscienza pulita, semicosciente a sgocciolare aspirina sul cuscino con qualcuno in cucina che mi spreme degli agrumi, dadi vegetali che si sciolgono nell’acqua per la minestrina, polmoni ripuliti da un paio di giorni di astinenza forzata, televisione tutto il giorno come sempre, però senza sentirti una merda come al solito mentre ritorni compulsivamente alla pagina duequattrouno del televideo, tanto per vedere se la società sta piazzando qualche colpo per l’estate, magari un paio di difensori sotto i quaranta per ridargli un minimo di mobilità a quel reparto geriatrico che ultimamente tutti si divertono a ridicolizzare, che tra un paio di settimane bisogna andare su dai mangiatortilla per la champions e bisognerebbe che qualcuno si prendesse la briga di escogitare un metodo per non collezionare una figura di merda in mondovisione. in giro è pieno di untori che camminano imbottiti di vivin C a diffondere i loro germi, ho cercato di uscire poco per non incrociarli però dopo mi sono ricordato che un paio di linee di febbre ogni tanto sono la condizione ideale, avere la possibilità di stare a casa tutto il giorno steso a guardare il muro senza pensare che stai sprecando il tuo tempo, scaricando nel cesso la tua vita e tutti questi pensieri malsani che ti peggiorano solo la qualità dell’esistenza e basta. invece niente, solo qualche sporadico giramento di testa che cerco di combattere rimanendo verticale il meno possibile, una certa pesantezza della membra e scarsa propensione alla mobilità/loquacità, tutti sintomi imputabili più che altro a un paio di bicchieri di bianco bevuti in giro prima di pranzo e al fatto che sto incominciando a sentirmi a disagio nel constatare che la semplice emissione regolare di anidride carbonica non è una ragione sufficiente per sentirmi realizzato come uomo. bisognerebbe che qualcuno di quei bastardoni su al governo cominciasse a sganciare un po’ di grano fintanto che mi trovo qualcosa da fare, anche solo un paio di cento euro al mese, prendersi cura delle classi più scoglionate, di quelli che non sono così tanto avidi da mettersi a lavorare ma che però gli farebbe piacere avere due lire in tasca giusto per uscire a bersi qualcosa ogni tanto, che l’intrattenimento sulle lunghe distanze è una roba più complicata di quanto sembra e anche se uno cerca sempre di arrangiarsi con quelle robe che ti offre gratis la natura, tipo la tele o la radio, ogni tanto c’è bisogno anche di rivolgersi a qualche professionista del settore, giusto per variare la dieta, dargli un paio di boccate a quell’aria rancida che circola lì fuori invece di ciucciarsi tutto il giorno questo fumo riciclato camuffato da ossigeno che mi ha impregnato la cucina.
atroC.T.X.Z.B.tion
atroC.T.X.Z.B.tion





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