Sunday, February 13, 2005

la dolorosa riapertura del caso telekom merdija

(this motherfuckin’world/23)

adesso questi bastardi cercano di fottermi tipo uno di quegli ottuagenari che gli entrano in casa per vedergli il contatore del gas e poi gli barbano contanti e catenine d’oro. la mia prima domanda è: ma come cazzo fa una multinazionale che fattura miliardi a ridursi a scippare i soldi della gente come un tossico sul tram? attivare servizi non richiesti e passare due mesi con le dita incrociate sperando che qualche povero stronzo paghi senza controllare la bolletta è una politica aziendale perfettamente degna di quella manica di rivoltanti pezzealculo che avete più volte dimostrato di essere, niente di più che un’associazione a delinquere composta da migliaia di banditi sifilitici la cui unica vocazione è quella di truffare sistematicamente i propri clienti fino a ridurli alla disperazione, alla follia, all’eremitaggio, all’autismo o a qualunque pratica non preveda la comunicazione con il mondo esterno, a garanzia del fatto che per il resto della vita non dovranno mai più avere a che fare con quel maleodorante mucchio di sterco fumante che siete. chissà quante volte vi è andata pulita e la gente ha pagato senza neanche accorgersi, soltanto che dovreste selezionare un attimo meglio le vostre vittime, perché sinceramente non puoi pensare di fregargli ventitre euro a della gente che passa le giornate a inumidirsi il dito e sfregolare gli angoli dei fogli da dieci euro sperando che ce ne siano due incollati (se questa frase vi risulta particolarmente criptica siete considerabili dei benestanti). poi aiuterebbe molto evitare di andare a pungolare persone particolarmente influenti in campo editoriale che già una volta in passato avevano messo in ginocchio la vostra infima azienda additandola al pubblico ludibrio come neanche il gabibbo avrebbe osato fare (e per l’occasione ripubblichiamo qui sotto la prima puntata dello scandalo telekom merdija, che rischiava di andare perduto nei meandri di sadness after sex).
ma anche la telefonia mobile mi si è rivoltata contro e l’altro giorno ho trovato il mio cellulare ridotto allo stato di natura, regredito improvvisamente allo stadio larvale. tutto ciò ha causato la perdita di informazioni preziosissime, soprattutto per il fatto che io il cellulare lo uso molto per lavoro e allora per velocizzare la scrittura degli sms avevo passato gli ultimi dodici mesi a inserire nel sistema di scrittura intuitiva tutte le bestemmie che la lingua italiana abbia prodotto dai tempi del dolce stilnovo. era un catalogo preziosissimo di tutte le più grandi ingiurie rivolte alle principali divinità del globo, dai grandi classici sempreverdi del repertorio dialettale fino ai più arditi sperimentalismi della blasfemia moderna. si tratta di una perdita incalcolabile per la nostra lingua e per la nostra cultura e temo seriamente che quando lo verranno a sapere all’accademia della crusca sarà difficile arginare un’ondata di suicidi. anche la mia suoneria di ask degli smiths è andata perduta, prontamente sostituita da girlfriend in a coma che però non è la stessa cosa.

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