Thursday, March 24, 2005

risacca story n. 1: afterfootball

(this motherfuckin' world/25)

quando è giorno di coppa non c’è niente da fare, è questa qua la ragione che gli direi se qualcuno una volta mi chiede com’è che mi sono condannato a questa vita da pezzente, che non lavoro o lavoro poco e male e malvolentieri. perché quando c’è il futbol al mercoledì, che magari c’è qualche partita importante da vedere, allora appena mi sveglio incomincio subito a pensare al futbol e dopo per tutto il giorno non riesco a fare un cazzo di niente senza pensare al futbol. tu glielo affideresti il fatturato della tua ditta a un cazzone che mentre firma le bolle d’accompagnamento pensa a come sistemare una difesa per fermare un attacco a tre punte? chissà quanta ce n’è di gente così che piantano casino sul lavoro perché invece di stare concentrati pensano alla champions e dopo vanno in giro e combinano un sacco di cagate. io almeno c’ho avuto la decenza di tagliarmi fuori da solo. lavoro la domenica e vaffanculo il campionato, alla fine quando lavori come me nel ramo ristorazione te ne devi fare una ragione che la domenica per te non esiste. tanto a meno che non siamo a fine campionato è difficile che sale quella tensione che ti strizza le palle fin dal mattino come per la champions, e allora lavori, e al massimo ogni cinque minuti gli chiedi a qualcuno se sa qualcosa e dopo quando hai finito ti guardi controcampo mentre ti succhi di gusto la tua birra della domenica sera che dopo dodici ore di lavoro filate è il massimo della vita. il casino è quando ci sono le partite importanti o quando c’è la nazionale che gioca in giro qualcuna di quelle partite che valgono la pena, tipo europei, mondiali e via dicendo. allora quei momenti lì capisci che non hai tempo di stare tutto il giorno a dargli retta a qualche capufficio o segretaria o qualcuno di quegli stracciapalle che stanno lì a martellarti per farti lavorare quando l’unica roba che vorresti veramente sarebbe startene comodo da qualche parte a leggerti le formazioni sulla gazza, cominciare a entrare nel clima e tutto quanto. va sempre a finire che mi piazzo lì sul divano, aspettare i notiziari sportivi, guardare il televideo, vedere le formazioni e tutto il resto, mi schianto lì come una specie di merda spalmata sul marciapiede a fumarne una dietro l’altra, al pomeriggio ciucciarmi qualche birra prepartita facendo sempre attenzione a risparmiarne un certo numero per quando la situazione comincia a farsi tesa. come vita non sarà il massimo dell’ambizione però se pensi quando come questa settimana che non c’è niente da fare è pure peggio.
se deve venire qualcuno qui a casa a vedere il futbol alla tele magari esco a fare scorta di birra scadente in qualche discount qui vicino, bisogna solo non alzarsi troppo tardi altrimenti va a finire che non si freddano per tempo e massimo alle dieci devono stare dentro il frigo. con la storia che giocano al mercoledì bisogna fare attenzione, che il mercoledì pomeriggio a torino è tutto chiuso e se non ti ricordi di andare prima va a finire che rimani senza, allora tocca magari andargliele a strapagare a qualche cinese, che poi ti fai incartare anche un paio di involtini così finisce che hai sforato il budget ancora prima di incominciare. la roba che mi fa incazzare di più di tutte è quando vengono giù quei mangiamerda di inglesi che per colpa loro i supermercati blindano lo scomparto alcol per paura che quelli bevono e dopo piantano casini in giro, morale della favola non trovi una birra fresca neanche se ti metti a pregare tutti i santi del paradiso. che io dico se non reggete l’alcol statevene a casa vostra, invece di venire qui a ustionarvi quelle facce biancastre che sembrano i nostri culi quando ci togliamo il costume quando veniamo via dalla spiaggia, vengono qui a piantare casino in casa nostra così morale della favola a noi ci tocca guardarci le partite tranugiando crodini, peggio ancora gli stappini, che sarebbero quei crodini del discount che costano un quarto e fanno schifo uguale. infatti adesso che abbiamo pescato il liverpool è un bel casino e bisogna ricordarsi di muoversi per tempo, come se non bastasse che vengono qua a rinvangare quei ricordi di merda di quella serata che da bambino gli chiedevo a mia madre cos’era quel casino che facevano vedere alla tele. ci sarebbe da blindarli dentro quell’isola di merda ai mangiarosbif, fargli esportare giusto un paio di dischi buoni all’anno e loro lasciarli chiusi lì dentro a marcirsi le ossa sotto quella pioggia battente che li ha condannati per l’eternità, che se d’estate non se ne vanno un paio di settimane in spagna per asciugarsi al sole gli viene la ruggine nel cervello, neanche ce ne fosse bisogno per stare a sentire la cagate che combinano quei quattro cazzoni incoronati rinsecchiti che a loro gli piacciono tanto. gli spagnoli per esempio sono gente che vengono qui, bevono tutto il giorno come delle merde e mai che vanno in giro a dargli fastidio a qualcuno. sempre portato un gran rispetto agli spagnoli, razza designata per il divertimento, i più grandi fabbricatori di serate indimenticabili che puoi trovare sul mercato. certo che gli conviene divertirsi prima, che quando vengono giù a torino è più il tempo che passano a raccogliere palloni nella loro porta che altro, tipo quella bastonata sulle orecchie che gli ha rifilato il panteron la settimana scorsa.
prendi quello per esempio, grande godimento e tutto quanto eppure per qualche strano motivo al mattino mi sveglio che sono da buttare giù per lo scarico del cesso. non so come mai, però appena aperti gli occhi mi sono subito messo a pensare al lato economico della faccenda. tirarsi giù dal letto a metà mattina con il cervello a bagno nei succhi gastrici, stomaco arrotolato su sé stesso tipo qualcuno di quei nuovi panini che si sono messi a vendere gli arabi qualche anno fa. come progetto per la giornata ci sarebbe da andare in giro a vedere delle case che sa il cazzo come faremo a pagare l’affitto. allora pensavo che non sarebbe male qualche volta riuscire a convincere qualcuno a darti dei soldi per fare qualcosa, essere tu quello che gli da soddisfazione alla gente invece di passare la vita a raccattare soldi da dargli a qualcuno per intrattenerti, anestetizzarti un paio d’ore, perché alla lunga ti umilia startene tutto il tempo a guardare quegli altri che intascano e si comprano case nei posti più fighi e macchine e tutto il resto e tu alla fine ti becchi la parte più squallida della faccenda, un paio d’ore di tensione e godimento per riuscire a smettere di pensare ai quintali di merda che ti toccherà mangiare per tirare su due lire. è questo qui è il futbol, e l’intrattenimento in generale, una roba che funziona, e funziona alla grande, fino a quando non ti metti a pensare che fare parte del pubblico è la condizione più schifosa di tutte. solo che sono robe che ti viene da pensarle sempre dopo, che quando te ne stai con i coglioni stritolati nella morsa del piacere di queste robe qua stai tranquillo che non te ne frega.
quando sono pronto, in leggero ritardo, penso che ai padroni di casa non gli piace affittare appartamenti alla gente con la barba sfatta, che poi è questo qua il motivo per cui preferisco che le case vadano a vederle le ragazze, che alla gente gli danno più fiducia. mi rado al volo con questa nuova lametta che ha comprato mio padre. un paio di secondi dopo che ho finito cominciano a uscirmi puntini rossi dappertutto sulla parte destra della faccia, tocca presantarsi all’appuntamento con la sciarpa alta e un fazzoletto schiacciato contro, che è difficile fargli credere a qualcuno che sei una brava persona mentre sanguini come un maiale.

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