Tuesday, June 28, 2005

a proposito di certa gente che si crede che può fottere con me

(this motherfuckin’ world/29)

combinazione da quando ho incominciato a usare la macchina tutti i giorni mi vedo costretto ad alzare il ritmo del vaffanculeggiamento contro ignoti. sarà il caldo sarà il periodo di merda comunque ogni incrocio che passo fosse per me sarei sempre in mezzo alla strada col bloccasterzo in pugno a sfondare parabrezza. finisco sempre per sgommare via con la bestemmia infilata tra i denti sognando commozioni cerebrali e cruscotti insanguinati di sangue zampillante fuori dai crani sfondati di tutti questi stronzi che complottano contro di me, tagliano strade, non mettono frecce, rallentano con l’arancione, non stanno al posto loro, s’infilano dove non devono e cospirano contro la serenità del flusso di traffico. io li odio questi stronzi qua. tipo oggi che noialtri da un certo periodo di tempo ci è capitata questa sfiga che tutti i giorni prendiamo su la macchina e filiamo via direzioni un ospedale di montagna che c’è da tarellare un’ora abbondante su per certe strade statali della provincia. allora quando esci via da settimo c’è da prendere questa stradettina ultra slim che costeggia l’aereoporto, un lembo d’asfalto che fai fatica a starci dentro in bicicletta e quando arriva qualche altro merdaiolo dell’altra direzione tocca fermarti dentro delle piazzettine che ci sono di fianco e fai passare prima di passare tu. allora oggi mi trovo incastrato dentro con un altro e faccio retro e faccio passare. dopo ripartiamo e mentre siamo a metà arriva quest’altro stronzo che pretende di passare lui, nonostante che gli avevo fatto segno di fermarsi lui nel piazzettino che passavo io con certe macchine che mi stavano al culo. niente, questo vecchio bastardone sifilitico spinge per passare e mi si ferma a un centimetro dal cofano e vuole che mi levo io. io di qua dal parabrezza gli scandisco bene col movimento delle labbra un paio di fonemi del tipo col/cazzo. lo vedo che parte a gesticolare e smadonnare come un maiale sgozzato che non esiste e che lui non si leva, che mi devo togliere dalle palle nonostante che c’abbiamo le macchine dietro e che era chiaro come la merda che era lui doveva fermarsi prima. quelli dietro incominciano a scaldarsi pure loro contro il vecchio stronzone però niente da fare, allora io gli faccio: molto bene brutto stronzo, il qui presente proprietario della qui presente nissan micra non si muove di un millimetro, chissà che magari dopo un paio d’ore che sei lì fermo sotto il sole come un coglione non ti scatta qualcosa dentro quella testolina di cazzo, sai mai che la natura incomincia a fare il suo corso e domani non ti troviamo sul giornale con quella faccia di merda in prima pagina sotto il titolo delle vittime dell’afa. frega un cazzo, stiamo lì un po’ che nessuno va indietro di un millimetro a dargli dentro ognuno contro la madre dell’altro, fermi a quaranta gradi coi motori rombanti fin quando non incomincia a scendere il ragazzo dietro di me, che io l’avevo già inquadrato nello specchietto che se c’era da arrivare allo scontro per il vecchiazzo non c’era speranza, tempo due secondi garantito che lo trovavi agonizzante sull’asfalto, e pure lui cerca di farlo ragionare ma niente da fare, si mette a raccontare che sono trent’anni che guida e che lui lo sa come funziona, e noi lì a fargli presente che tanto quando ti ritrovi con la merda nel cervello più passa il tempo e più sarai sempre un povero vecchio bavoso con la merda nel cervello. alla fine col supporto della mia signora lì di fianco gli scarichiamo addosso un’aggressione verbale che non la risente neanche la domenica in curva, che dopo dieci minuti di martellamento incessante mettiamo a in piedi un lavoro talmente chirurgico di polverizzazione della sua autostima che lo vedi che infila la prima e toglie via dalla strada quel cesso di catorcio che intralciava il nostro sentiero glorioso.
quando gli sfiliamo di fianco vittoriosi la mia signora gli silura un vaffanculo supplementare e io gli faccio presente di ritornarsene a succhiare cazzi in quel posto schifoso da dove è venuto, e godo come un cane mentre me lo immagino a sfondarsi lo stomaco dalla rabbia mentre guarda la nissan micra allontanarsi nel retrovisore con un braccio che spunta fuori dal finestrino e il mio dito medio proteso verso il cielo a sancire la sua definitiva umiliazione.

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