Sunday, July 31, 2005

il veneto vol. 3

(le guide turistiche di scum)
1.
al capo qui al bar, mezzo sdentato faccia bruciata dal sole, gli chiedo dov’è che si prende i treni qui, mentre mi scivola giù per la gola la minibirra tonificante anticalura che mi sciacqua via dal palato i residui di spritz e vinelli rossi freschi frizzanti che spillano dalle terre qui intorno, subito dopo che un vecchiazzo tipo mangiacrauti sandalato in libera uscita mi chiede di incorniciargli il momento col suo supercesso di macchina per le foto da quattro marchi e novantanove. abbraccia il fighino che gli sta di fianco, biondina fintoingenua fintoadolescente con un paio di chili nei posti sbagliati, mentre scatto malvolentieri fotografando sa il cazzo quale porzione di spazio dalle parti dal tabellone partenze. sapere cosa ci fanno avvinghiati contro il bancone selfservice questi due spurghi divaricati da una cinquantina d’anni mi passa un attimo per il cervello mentre scatto, per lo più sospetto che abbia qualcosa a che fare con l’infilamento del bratwurst del vecchiaccio da qualche parte sotto quel disgustoso vestitino a fiori. brutto momento quando uscirà dal fotografo pronto per rinverdire i fasti della sua pornovacanza con una sana lucidata di cannone da spararsi fissando la foto dell’ultimo avvinghiamento e si troverà davanti agli orari dei treni in partenza in un caldo mezzo pomeriggio veneziano di fine luglio. mi sembra di vederglielo appassire in mano quello schifoso rotolo di carne morta. la prossima volta provi con l’autoscatto o magari cerchi qualcosa di meno stupido che affidargli i tuoi ricordi a un cazzone in trasferta appoggiato al bancone del bar con in mano l’ultimo di una lunga serie di beveraggi.
2.
prima di salire passo dal giornalaro per vedere se c’è modo di recuperare una copia della gazza di stamattina, che con tutti i casini che stanno piantando i capi del pallone a uno gli piace tenersi informato, soprattutto dopo che sei stato tutto il pomeriggio in giro a raccontarti delle dimensioni della minchia di un paio di nuovi acquisti della tua squadra in compagnia di un supersmilzo vestito da spacciatore di bamba portoricano con una mitragliatrice al posto delle corde vocali (e per dovere di cronaca aggiungo che le dimensioni sembrerebbero oscillare tra “pilone di viadotto dell’autostrada” a “mozzicone di sigaretta bruciato fino al filtro e anche un poco oltre”).
dopo una rapida e indimenticabile corsa attraverso i vicoli della città col supersmilzo a dettare i tempi del cammino e delle soste in certi indimenticabili bar e osterie, il verdetto finale è che venezia non solo è figa anche da viverci dentro ma possiede anche il dono innato di gettare una luce grigia e sconfortante su quel cesso di posto nel quale vivi tu al momento.
3.
e nei giorni precedenti due grandi classici del mio consueto soggiorno veneto
l’eterna lotta sullo sfondo di certe montagne vicentine tra un gigantesco emoglobinico filetto e i miei succhi gastrici, con questi ultimi che vincono al fotofinish dopo l’intervento dopante dei miei due infallibili anfitrioni con il loro essenziale contributo a base di grappe nardini e distillati prugnanti

sorseggiare birre ghiacciate su una terrazzina ai bordi di un affascinante fiume semistagnante in compagnia di una delle migliori menti della generazione dopo la mia, elargendo a piene mani
consigli su come fallire dignitosamente in vari settori della propria vita
grandi capolavori del pop più meno dimenticati e ormai svenduti in un negozio del centro a prezzi da discount di periferia, che vedere quei ragazzi coi loro vestiti improponibili e le loro banane sbucciate in mano con sopra l’etichetta con scritto cinqueuroecinquanta mi fa venire una malinconia bastarda e nel cervello mi parte sometimes when i look deep in your eyes i swear i can see your soul, così forte e così velenosamente che devo assolutamente regalarne una copia.


atroC.T.X.Z.B.tion feat.

elisa e fede, as my own two unfailable alcoholic amphitrions
enver, as the superslim guy dressed like a puertorican bamba dealer
margherita f, as one of the best minds of the generation after mine
james, as the bad dressed guys eating bananas on the cover
//cashcow.splinder.com/" target="_blank">cashcow
dicosaparliamo
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