Monday, October 03, 2005

hate parade vol. 1: marco materazzi

prende il via quest’oggi hate parade, la nuova rubrica di scum dedicata a cose o persone che si sono particolarmente distinte nella loro incessante opera di denigrazione e umiliazione dell’immagine del genere umano nell’universo. dopo un’interminabile riunione del comitato di redazione si è scelto di dedicare questa prima puntata alla figura del grande marco materazzi, che ha vinto al fotofinish un ballottaggio serratissimo con il mostro di milwaukee e il colera. con ancora negli occhi il fotogramma del suo piede a martello sulla caviglia di ibrahimovic e con ancora ben pugnalato nel cervello il dilemma atroce che ci impedisce si decidere se ci faccia più schifo il materazzi uomo o il materazzi calciatore, ci siamo finalmente decisi a vuotare il sacco mettendo per iscritto il nostro pensiero a proposito di un personaggio unico nel suo genere: uomo capace di ferire la dignità di milioni di onesti portatori di basette e calciatore in grado non solo di sfuggire per miracolo alle infime categorie regionali dove andrebbero confinati coattamente i tagliagole del suo calibro, ma addirittura di vestire la maglia della nazionale in occasione della più alta competizione calcistica ritagliandosi un posto di riguardo tra i più grandi propulsori di bestemmie del popolo italiano tutto. un uomo che ha sapientemente nutrito il proprio repertorio di calciatore con migliaia di interventi di rara viltà e violenza, al punto da assottigliare come nessuno prima di lui il confine tra il contrasto di gioco e la percossa pura e semplice, come dimostra l’ormai sistematico tentativo di infliggere lesioni permanenti al corpo dell’avversario. l’intervento di ieri sera non è sembrato nient’altro che un’aggressione premeditata ai danni di un collega, con l’intento ben visibile di stroncarne la carriera calcistica nel fiore degli anni. comportamento dagli inquietanti risvolti sicarieschi a cui solitamente si va incontro quando si butta l’occhio al fondoschiena della ragazza di qualche tamarro in discoteca e che andrebbe invece bandito con una certa solerzia da qualunque scenario pubblico, magari con un’esemplare interdizione a vita dell’interessato dalla pratica della professione. non potendo evidentemente contare sulle capacità cognitive del materazzi stesso, propongo che si addossi ogni responsabilità legale e disciplinare a chi lo manda in campo, l’unica autorità tenutaria del potere (e del dovere morale) di mettere quest’uomo in condizione di non nuocere. la sola buona notizia è che pare che il personaggio in questione abbia superato di un paio d’anni la trentina e se tutto procede come dovrebbe nel giro di un altro paio d’anni il calcio italiano dovrebbe liberarsi di uno dei suoi mali peggiori.
io non voglio che i miei figli crescano in un mondo dove c’è in giro marco materazzi.

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