Tuesday, November 29, 2005

lullaby for the working class vol. 3 – feel like shit (deja vu)

la parte che mi piace di più di andare a lavorare è quando arrivi a casa che ti sbatti sul divano col bicchiere di birra e gli dici alla tua signora, dio bastard che giornata di merda. e già che siamo in tema di diobastardi bisogna dire che venerdì hanno incominciato a partire i primi subito al mattino, quando dj enzo mi informa dell’annullamento del concerto dei diaframma. bisogna anche dire per correttezza che venerdì mi si raffigurava come una pentola a pressione piena di merda, col concerto dei diaframma che doveva far partire la valvola di sfogo. rimaneva il dj set di villalobos, che tutta la settimana mi ero caricato diffondendo per l’ufficio certi quantitativi di techno minimale, finché a metà dell’ultimo disco di richie hawtin si sono lamentati e gli ho risposto che mi serviva per anestetizzarmi il cervello. sempre stato il sogno di tutti i padroni di averci il lavoratore col cervello anestetizzato, che poi gli va bene che non mi pagano che se avevo due lire mi compravo direttamente il crack. e quando viene la sera scopro con orrore che i miei amici sono tutti troppo poveri per pagarsi il biglietto d’ingresso oppure troppo nerd per affrontare l’impatto sonoro di uno dei cinquanta migliori dj del pianeta. sono profondamente afflitto e stordito dall’inutilità della mia vita e mestamente ci dirigiamo verso il film dei pinguini, che mi è piaciuto talmente tanto che il resto del fine settimana l’ho passato a spruzzare delle bombolette di lacca verso il cielo, che magari si scioglievano i ghiacciai e quegli uccelli di merda si estinguevano affogati. all’uscita decreto la fine del mio rapporto con il cinema, deciso più che mai a chiudere i conti con qualunque attività mondana che preveda anche solo lontanamente il concetto di sobrietà. la sera dopo sono andato a servire in una cena dove c’erano certi del governo. io a quelli del governo gli volevo chiedere ma perché lasciate che ci riduciamo in questo stato qui? ma perché dopo la sodomia ci lasciate pure a contemplarci il culo sfondato? perché non ci regalate la droga e non ci lasciate entrare gratis ai dj set invece che mettete le curve a cinquanta euro e ci lasciate in giro nel fine settimana a riflettere sulla nostra condizione di alienati, coi cervelli guizzanti ad analizzare lo sfacelo delle nostre miserrime esistenze invece che intorpiditi dai fumi dei liquori caraibici e il volume della musica a completare l’opera di ottundimento della percezione. volevo solo farmi pungolare il corpo dall’impulso elettrico di certi suoni sintetici e invece sono qui a scivolare verso il pavimento del cinema sperando che lo schienale della poltroncina davanti mi occulti la visuale di quella manica di uccelli merdosi.

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