Monday, March 20, 2006

patti smith live

jesus died for somebody’s sins but not mine, il discorso si chiude con la canzone che una trentina d’anni fa aveva aperto la sua discografia, quella specie di mutazione di un pezzo di van morrison che ci scuote le spine dorsali con la scossa elettrica definitiva, quella che mi piega in due è soprattutto la prima parte, i got this crazy feeling, prima che arrivi il ritornello irritante. dopo di che suppongo che conserverò a lungo nella memoria l’immagine sul megaschermo di lei che scompare dietro un muro di amplificatori, con buttato sulle spalle quel cappottino che per tutto il tempo ha ridisegnato sul palco la silhouette leggendaria scolpita dentro i bianchi e neri di mappletorphe e non so come fare per dirlo meglio di così ma non mi era mai capitato di vedere il rock ‘n’ roll così da vicino, di vedermi passare di fianco questa sessantenne che ci ha lasciato scoccare vicino un ultimo scampolo della storia del rock ‘n’ roll e cristo alla fine sono riuscito a prenderlo anch’io il mio battesimo del cazzo, perché questa gente qua per qualche motivo è riuscita a rimanere in scena oltre il tempo massimo e gli è rimasto cucito addosso il fluido di tutta quella gente che gli è passata vicino, da fred sonic smith a tom verlaine a john cale e via dicendo, e il rock’n’roll si dev’essere come sedimentato intorno a quei vestiti/icona e ai capelli inceneriti e ai lineamenti del volto di un tempo che stanno lentamente mutando verso quelli di qualcun altro, forse bob dylan, e dev’essere rimasto impigliato qualcosa pure dentro le corde della chitarra di lenny kaye, che sputava riff talmente semplici e talmente ancestrali che certi momenti mi sono sentito come se non avessi mai sentito neanche un disco del cazzo in vita mia. cinque minuti prima non me ne ricordavo neanche una di queste canzoni e invece sa il cazzo com’è successo che sono tornate a galla di prepotenza, ma tanto certi pezzi tipo free money quelli come noi li ricevono in dotazione nel cervello quando nascono e la riconosci al volo pure se non l’hai mai sentita. a me di patti smith credevo che me ne fregava relativamente poco, forse un paio di vecchi vinili usati a cinquemilalire finiti presto schiacciati sotto il peso degli altri vecchi vinili comprati tanto per placare quel malessere che ti trascina dentro i negozi di dischi. e invece quasi sentivo le lacrime spingere sui bulbi oculari durante dancing barefoot, e se dico quasi è soltanto per cercare di mantenere un briciolo di dignità quando invece lo sappiamo tutti che il coefficiente di umidità aveva passato di parecchio il livello di guardia. e sul fremito che ti sconvolge la percezione quando il tastierista picchia i tasti dai quali salgono le prime note di because the night non c’è bisogno di dire niente se non che dopo vent’anni che studi sei finalmente riuscito a squarciare il velo sul concetto di classicità. è stato come un dispositivo visivo/uditivo che ti ha trascinato dentro un frammento di storia che eri convinto che porca puttana ormai te l’eri perso e invece scopri che aveva cortocircuitato e viaggia ancora in giro per il mondo dentro dei polpastrelli e delle corde vocali che sono come dei fossili viventi in attesa di estinguersi del tutto. soprattutto ripercorri veloce la tua vita e ti accorgi che mai eri stato così vicino a una leggenda di queste fottute proporzioni, neanche quella volta che quando ero piccolo eravamo andati a pranzo coi miei e avevamo incontrato gaetano scirea al ristorante.
atroC.T.X.Z.B.tion
//cashcow.splinder.com/" target="_blank">cashcow
dicosaparliamo
fanchi
fio
garnant
hotel messico
il boss
lady stardust
lineagotica
noncicapisco
parmachiara
playroom-decay
portugal
simonebolognesi
settore4c
something
sonechka
trailers
tausone
trentamarlboro
uliva
unicarisposta
winnicot
welovethecity
Powered by Blogger


indie blog aggregator
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.


Blogarama - The Blog Directory
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Search For Blogs, Submit Blogs, The Ultimate Blog Directory
Listed on Blogwise

Blog Aggregator 3.0 - The Filter