Wednesday, July 26, 2006

le anime morte

bastardi. brutti bastardi questa volta mi avete fatto davvero scuotere la testa in segno di rassegnato, sdegnoso e profondo diniego. pure a me che avevo detto che avrei accettato in silenzio la serie b, la serie c, la radiazione, la penalizzazione, la pubblica gogna, il ludibrio generale e incondizionato, delle curve, delle piazze, dei banconi del bar, degli edicolanti e di tutte quelle categorie dello spirito e della mente che unite vanno a formare il giudizio del popolo. come un fottuto samurai avrei accettato il triste e ignominioso naufragio del mio club e di una parte della mia esistenza. una sola condizione avevo posto alla serena accettazione del verdetto: che fosse per il bene del calcio e per l’annientamento sistematico e definitivo di quella generazione di reggenti che l’avevano lasciato scivolare nella merda. avrei accettato di scendere di una categoria ulteriore pur di poter mettere la pietra tombale sulla carriera di quel poltronissimo manovratore che invece da domani, anzi da oggi, potrà tornare a dirigere federazioni, presiedere leghe, magari organizzare europei e mantenere in piedi quel sistema talmente tanto vituperato che finito il processo che avrebbe dovuto affossarlo è più forte di prima. sento già parlare di ipotesi matarrese alla lega calcio e di alessandro gaucci dirigente del genoa. gongolano presidenti bancarottieri e falsificatori di passaporti, colpevoli di reati penali per i quali non sono stati perseguiti nemmeno dalla giustizia sportiva. i monopolisti che tenevano 40 squadre per i coglioni con i diritti televisivi, che istruivano guardalinee tramite un “collaboratore” e che facevano pagare l’opposizione politica interna alla lega calcio con torti arbitrali e conseguente retrocessione potranno ricominciare a correre sorridenti sui manti erbosi di mezza europa, con una penalizzazione talmente ridicola che non fa che legittimare la loro improbabile presunzione di innocenza. magari è solo che dovendo mangiare il piattino di merda avrei ardentemente desiderato una lista più estesa dei commensali, eppure vivrò per sempre con la certezza che questo processo nato come fulgida espressione dell’etica sportivo-giudiziaria si è rivelata una triste guerra intestina al sistema la cui sola conseguenza alla luce dei fatti è stata quella di liberare una posizione di potere al fine di lasciare spazio a nuovi (nuovi un cazzo) occupanti.
comunque noi altri sgambettiamo rassegnati su quei campetti di periferia di cittadine che un tempo ci ospitavano nel precampionato e che adesso ci ospiteranno pure in campionato. i più eminenti membri della curva che si accoltellano fuori dal ritiro, forse sperando di fare clamore con la notizia dei due accoltellati mentre la notizia veramente tragica è che sia sopravvissuto qualcuno. il nuovo allenatore l’ho stimato talmente tanto da giocatore che non posso non dargli fiducia, ho solo qualche riserva sulla scelta di affidarsi a un tecnico che così giovane ha già dimostrato una spiccata propensione a perdere le finali di champions come un suo illustre predecessore (ma intanto per un bel po’ non sarà un nostro problema). l’allenatore vecchio si è scagliato sul cadavere ancora caldo della sua vecchia squadra per farne scempio delle spoglie con un cinismo e un bastardismo che mi hanno schifato nell’intimo, adeguandosi per altro allo stile di uno dei club più ributtanti e indegni della storia del calcio (spero perdano tutto il perdibile). il nuovo presidente non ha saputo sottrarsi al rito dell’esibizione dei testicoli, con risultati però altalenanti, perché negare che cannavaro sia stato ceduto quando le merdengues l’hanno già presentato, vestito e sponsorizzato mi sembra una strategia di comunicazione che non si capisce esattamente dove cazzo dovrebbe portarci. lo smembramento della squadra è stato doloroso del previsto ma ormai rimangono poche lacrime da versare. vada pure ibrahimovic, che in questi due anni ha sfoderato giocate per le quali se non mi avessero trattenuto mi sarei strappato i coglioni seduta stante, però la sua atavica discontinuità potrebbe essere insostenibile in una stagione terrificante come quella che ci aspetta. in effetti non è molto adatto alla serie b anche perché a farsi beffe di materazzi al massimo ti becchi una randellata sulle caviglie ma a provare un tunnel ai danni di uno stopper del frosinone con ogni probabilità si paga con la vita. per trezeguet ho sempre coltivato una venerazione che trascendeva di gran lunga i limiti del venerabile, anche a causa della mia nota passione per i centravanti brutti e scoordinati. in questo caso trattavasi poi del più efficace e micidiale centravanti che io mi ricordi, del quale mi mancheranno soprattutto gli stacchi inarrivabili e le conseguenti traiettorie spiazzanti impresse al pallone. la sua eventuale dipartita lascerebbe però spazio al mio grande sogno di tifoso: il panterone titolare. alcuni detrattori potrebbero obiettare che non è una bella roba sostituire trezeguet con un centravanti che è uguale a trezeguet, solo più lento, più grosso, più brutto, più scazzato, meno tecnico, meno prolifico, meno utile e meno capace di giocare a pallone. però con un randello che gli penzola dalle ginocchia che iddio ce ne scampi. e per la visione del tutto aliena che ho io del terzomondismo calcistico, in serie b contano molto di più gli attributii della tecnica. e marcelo danubio zalayeta può darci il contributo centimetrico indispensabile alla promozione. anche perché il sostituto più appetibile ormai si è accasato altrove, dal momento che è notizia di questi giorni che supermario jardel ha firmato per il beira mar e posato il suo enorme culo sul lungomare di aveiro, ridente cittadina della costa centrale portoghese definita, probabilmente da una avventore fatto di crack, la venezia lusitana. le prime indiscrezioni parlano di un paio di etti di sovrappeso e leggero ritardo di condizione. ci piace leggere tra le righe e immaginare quella sua faccia da discoteca all’ora di chiusura, quella sua panza che spinge sotto la maglietta a deformare la scritta dello sponsor e quella proverbiale incapacità di staccare i tacchetti dal suolo che ne avevano segnato l’ultima parte della carriera. eppure io me lo sento dentro che prima o poi supermario risorgerà. come risorgeremo noi, perché adesso distendete pure i muscoli del culo e della faccia in previsione di una stagione tranquilla ma intanto giù nel profondo lo sapete che torneremo a castigarvi tutti quanti come vi abbiamo sempre castigato e come vi castigheremo sempre.

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