Wednesday, November 08, 2006

lullaby for the working class vol. 4: on the road again

mio bisnonno faceva il carrettiere, problema che per quello che mi raccontano quel carrettino lì non andava dritto neanche per sbaglio, certi lo imputano che è per colpa di quel lago di garda di barbera rancido che si sarà tracannato in vita, così almeno abbiam capito che gli occhi grigi li ho presi da parte mia madre ma le labbra viola hanno saltato un paio di generazioni dalla parte del padre. mio cugino invece ha un furgoncino che lo usa per andare in giro a consegnare le bombole del gas, certe volte anche le stufe di ghisa su per le scale di certi vecchiazzi che son troppo tirchi per pagare il gas allora bastardi si comprano la stufa. io invece come mestiere in questo momento qua faccio l’addetto stampa, che è un mestiere della minchia non soltanto mentre lo fai ma pure mentre lo racconti. stai tutto il giorno davanti al computer a mettere i nomi dei giornalisti nel databeis e dopo che li hai messi i nomi dentro il databeis ti attacchi al telefono e incominci a martellarli i coglioni. che dopo che gli hai martellato i coglioni a uno, prendi il databeis e scrivi che a questo personaggio qua gli hai martellato i coglioni. è questo che lo spaventa al sottoscritto, la burocrazia del martellamento di coglioni. parlare tutto il giorno con della gente che quando capisce chi sei bestemmia la madonna, metti giù con questo e attacchi con il prossimo, sperando che arrivi quello che pur di farti smettere di telefonargli ti trafiletta la tua merdosa notizia, così te il giorno dopo come se non bastasse che fai un lavoro un lavoro di merda e stai tutto il giorno dentro l’ufficio a tracannarti i caffettini della macchinetta ti tocca pure scendere a comprarti il giornale e ritagliarti il trafiletto. io come addetto stampa c’ho la filosofia di puntare soprattutto le radio e i televisori, perché almeno loro quando ti danno la notizia non devi sbatterti a ritagliare i trafiletti, che è una roba grama perché star lì a tagliare e incollare tutto il giorno ti sembra che sei tornato alle scuole elementari con questa differenza che non sei più spensierato, non sei più felice e non c’è più nessuno a casa che ti compra da vestire. nove ore così per forza quando torni non saluti neanche e ti richiudi nel frigo a ciucciarti un paio di morettoni da 66 prima che trovi il coraggio di rivolgergli la parola a qualcuno.

oggi almeno al mattino son stato fuori dell’ufficio, che non sembra ma andare in giro per le strade al mattino come quando eri disoccupato è una roba che ti spalanca il cuore dalla felicità. mi ha persino dato uno scatolone da portare in giro, allora ho preso su il mio scatolone e mi son messo a camminare sotto i portici col sigarettino penzolante. devi vedere le ragazzine dell’università come mi guardavano. perchè le ragazzine se gli dici che stai tutto il giorno seduto dentro l’ufficio a farti agonizzare gli spermatozoi sicuro cambian strada, invece se ti vedono che scarichi e trasporti le robe in giro garantito che pensano quello lì sotto quello scatolone deve averci una nerchia chilometrica. lo scatolone lui sembra una cazzata però alla fine certe volte ti da il risultato di una polo fred perry senza che hai dovuto cagare le ottanta zucchine per comprartelo.

allora ho trasportato questo scatolone e sono andato nel posto dove abbiamo fatto la conferenza stampa, che di tutto il lavoro è l’unica roba che vale la pena perchè almeno quando il vento tira dalla parte giusta è capace che ti capita che ti ciucci dei prosecchini gratis all’ora di pranzo, che con quello che costano i prosecchini e con quello che guadagnano gli addetti stampa è una roba da leccarsi le balle.

certi miei colleghi pare che c’hanno la vocazione di sti lavori qua, io personalmente mi sembra che è come quella vocazione che c’hanno i tacchini di razzolare nella merda tutta la vita. io personalmente avessi i soldi dio cane mi comprerei anch’io un furgoncino.

atroC.T.X.Z.B.tion


PS: il 18 siamo al pueblo. non che la notizia meriti qualche tipo di attenzione, però dj enzo si è sbattuto a fare il manifestino.

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