Monday, March 12, 2007

the beauty and the bass

cazzo son rimasto deluso. il paradiso dei bassi sarà che l’avevo un attimo mitizzato, perché poi una volta che ci son camminato dentro non era mica quest’apoteosi di godimento che mi ero prefigurato nella mia distorta mente di adoratore del subwoofer. quando ci han detto che avevano fulminati i tweeter della casse, tutti i tweeter di tutte le cazzo di casse, io gli faccio, cazzo me ne frega, tanto io son venuto qui per pompare i bassi. tanto io il mio scopo nella vita è farti sentire le frequenze in cifra singola, scrostare l’intonaco dai muri durante anti war dub di digital mystikz, sentire gorgogliare gli stomaci per la malsana vibranza di revolution 5 di roots manuva feat. chali 2na. io che quando sbarco in consolle teatralmente come un wrestler la prima roba che faccio è giustiziare le alte e le medie attraverso un’opera di crudele smanopolamento. una volta è salito persino danilo, il dj viticoltore, a redarguirmi perché diceva che stavo esagerando. cazzo danilo secondo me è lui che sta esagerando con le sue manifestazioni di divismo da attrice del cinema muto. ormai è diventato il nostro pete doherty, noi altri tre che andiamo sempre a lavorare seri, posati, professionali, lui invece ormai si presenta alle serate stremato dagli eccessi. l’altra sera che io non c’ero ha sciolto un’aspirina dentro un bicchiere di nardini bianca e dopo era talmente sbarellato che è dovuto intervenire dj enzo per aiutarlo a schiacciare il tasto open del lettore cd perchè lui non riusciva. e questa sera qua uguale, si è barricato dentro il camerino in evidente stato di alterazione urlando che lui è un professionista e senza il tweeter non lavorava. voleva mandare mio cugino a smontare il pianale della macchina per collegarlo al nostro mixer, solo che anche mio cugino sulla punto aveva montato solo il subwoofer perchè dice che intanto quando passi per la strada alle ragazzine gli interessa sentire solo quello, quindi inutile che sprechi dei soldi per della componentistica audio che non favorisce la lubrificazione vaginale. bisogna dire tra l'altro che prima di venire lì nel locale siamo andati a cena al ristorante e lui e dj enzo han passato tutto il tempo a parlare di figa ad alta voce sperando di far colpo sulle due ragazzine sedute di fianco, che infatti si sono alzate e sono andate via a metà degli antipasti. e la roba divertente è che poi dj enzo mi ha scaricato come al solito la responsabilità su di me perchè secondo lui da quando ha incominciato a frequentarmi non va mai in buca una volta che sia una. non so, magari poi è veramente colpa mia, però per quel poco che mi ricordo dei sottili meccanismi della seduzione secondo me le donne quando ti vedono che ti scoli un pintone da un litro e mezzo di rosso del canavese tendono a non identificarti come potenziale padre dei loro figli.

dopo quando andiamo nel locale bisogna dire che prima di noi c'era un gruppo che suonava la musica balcanica. in realtà erano delle bravissime persone, solo che purtroppo io ho questo problema con la musica balcanica che mi mette addosso una gran voglia di morire. io a sentire quei tromboni e quelle fisarmoniche che mi graffiano il cervello mi sento crescere dentro un preoccupante rancore nei confronti della persona di goran bregovic, il principale artefice della proliferazione di un costume musicale nato con il preciso intento di attentare alla mia sanità mentale. la gente intorno a me saltella felice. ogni saltello e ogni sorriso sono per me una rasoiata al basso ventre. vorrei cagare dentro quel trombone.

immaginarsi cosa avrà potuto invece pensare di me la gente che cinque minuti prima saltellava felice e che adesso invece si trova immobile e corrucciata a fissare uno stronzo con la maglietta dei megadeth che da dietro la consolle non può fare nient'altro che investirli con una sventagliata di bassi lugubri e distorti. adesso sarei disposto a riascoltarmi tutta la notte la colonna sonora di gatto nero gatto bianco pur di elemosinare una manciata di alte frequenze. le casse vomitano questa fanghiglia sonora indistinguibile che ottiene l'effetto di svuotare il locale peggio di un'epidemia di vaiolo. mi duole ammetterlo, ma mi sono dovuto rendere conto che una vita senza alte e senza medie non è degna di essere vissuta. danilo esce dal camerino per dirci che lui ce l'aveva detto. io mi ero preparato un dj set a tema con il quale sognavo di esportare fuori dalla mia cameretta il concetto di gangsta reggae, ma le mie storie di killer rastafariani silenziosi e le rime che raccontano di scatole craniche scoperchiate a colpi di glock sono destinate a rimanere chiuse dentro la mia valigetta. ci alterniamo alla consolle annichiliti dallo sconforto fino al momento in cui finalmente ci dicono di andare via perchè non c'è più nessuno ad ascoltarci. nessuno a parte quell'avvinazzato al bancone al quale avevo promesso che avrei messo su qualcosa di anna oxa.


atro.C.T.X.Z.B.tion

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