Friday, April 06, 2007

lullaby for the working class vol. 6: drink on duty and other professional felonies

l'inizio sono io che mi accompagnano dentro un convento, che sarebbe il posto dove mi han fatto dormire dentro per una settimana. prima bestemmia scaricata dopo tre minuti netti, quando sono inciampato uscendo dall'ascensore, perchè anche dentro la tana del lupo io non sono certo uno di quelli che si fanno intimorire. alla fine della fiaba invece ci sono io che me ne cammino via dal convento scosso dai fremiti della risacca che mi ha segato via le gambe. sento pure il cellulare che mi vibra addosso ma quando lo prendo in mano mi tocca constatare che la vibranza più che dal cellulare sembrerebbe essere provocata dalle pareti del mio stomaco che si stanno sgretolando rumorosamente in un doloroso processo autodigestivo provocato da un'overdose di amari alle erbe. gli amari son bastardi perchè quando hanno finito di digerirti la roba da mangiare incominciano ad attaccare gli organi interni e ti digeriscono pure quelli. la testa me la sento come se mi ci avessero cagato dentro e le ginocchia si stanno paurosamente piegando sotto il peso di questo borsone che mi penzola da una spalla. questo che mi zoppica di fianco è il fenomeno che mi hanno messo insieme in camera, un ragazzino di una ventina d'anni con la barba incolta che nonostante la tenerà età si sta già dimostrando una giovane promessa nell'antica arte dell'aggrappamento al bancone del bar. bisogna dire che la sua compulsione al sollevamento di piccoli contenitori di vetro e il suo bisogno ossessivo di visionare qualunque prodotto di natura audiovisiva mi ricordano in parte il me stesso pre-erasmus di una manciata di anni fa. il problema non sono tanto io che rivedo in lui me stesso da giovane, dovrebbe piuttosto essere lui a preoccuparsi del fatto di vedere in me un potenziale sé stesso da vecchio, una specie di memento mori ambulante inviatogli da dio in persona, un'epifania visiva che dovrebbe stampargli nel cervello la fotografia del miserabile fallito che potrebbe diventare tra qualche anno se non incomincia a raddrizzare il cammino. poi ci avevano messo a lavorare insieme anche una ragazza. il kaiser, che era il nostro capo (dio fa quando il nome ti prefigura il destino...), suppongo che l'avesse infiltrata per mettere un po' di buon senso e buon gusto all'interno del nostro microcosmo lavorativo. errore clamoroso, visto che sotto le spoglie di una composta laureata in lettere si nascondeva una trangugiatrice di aperitivi di rara veemenza, nonché la principale responsabile dell'annichilimento delle scorte di san simone del nostro bar di fiducia (l'immagine del titolare del bar che esce a comprare una bottiglia di san simone del bar di fianco mi resterà a lungo impressa nella memoria). per un sottooccupato come me, che per una volta che gli capita di lavorare una settimana gli piacerebbe magari far bella figura, affiancargli un personaggio che nel mezzo di una giornata lavorativa ti costringe a inghiottire dei negroni a stomaco vuoto è stata da parte del kaiser una palese scorrettezza, oltre che una trappola per testare i vacillanti confini della mia professionalità. tra l'altro non contenta di aver posto l'ennesima pietra tombale sulla mia carriera ella è stata anche la persona che mi ha gelato definendomi pubblicamente una persona irritante. essendo io abituato ad essere adorato alla stregua di un dio pagano da tutti gli individui ai quali concedo il privilegio di frequentarmi sono rimasto un attimo spiazzato e ci son voluti tre giri di amaro braulio prima che la mia autostima ritornasse al di sopra del livello di guardia. detta così c'è da chiedersi che bel lavoro che poteva combinare un team ben assortito come il nostro. invece per fortuna la direzione del festival si era premurata di nasconderci tutti e tre sotto l'ala protettiva di un astemio, un personaggio che io definirei il franco baresi dei responsabili di sala dei festival cinematografici: esperto, preciso, pulito negli interventi, tecnicamente e moralmente irreprensibile e padrone di una capacità di repulsione agli stravizi che sicuramente gli prolungherà la carriera di qualche decennio. con lui in cabina di regia a tirarmi i fili sono riuscito a trascorre una settimana in un posto affollato senza umiliarmi pubblicamente nemmeno una volta. mi sono lungamente e vanamente sforzato di trovare un precedente. a delle persone così dei reietti come me non dovrebbero fare altro che consegnare le chiavi della propria vita nella speranza di essere guidati verso un'esistenza dignitosa.

il lavoro ce lo siamo organizzato come dio comanda, abbiamo transennato il cinema peggio delle curva ospiti di uno stadio e vedere la gente che si metteva in fila come un branco di agnellini pronti per la macellazione è stata una gioia per gli occhi. camminare a bordo transenne col mio accredito penzolante e il cappotto lungo svolazzante pregustando il piacere di lasciare la gente fuori dalla sala è stato un assaggio di esercizio del potere del quale difficilmente potrò ancora fare a meno. e non potrò fare a meno neanche delle scariche di adrenalina che arrivano quando la gente sbarella perchè li hai lasciati fuori e incominciano a coprirti di improperi. purtroppo è successo una volta sola quando un ciccione ha attaccato a sbraitare che eravam dei cani e che dovevamo ritirarci a vita privata, come se il fatto di essere lì in mezzo non facesse parte della nostra squallidissima vita privata. quella volta lì combinazione si è trovato il kaiser in prima fila e io francamente ero convinto che l'avremmo perso. ero già lì col cucchiaino in mano pronto per raccogliere i resti del suo corpo dilaniato dalla furia di un duecentinaio di cinefili in astinenza quando poi invece siam riusciti a chiudere le porte e barricarci dentro il cinema fin quando i freddo e le intemperie non hanno disperso i branchi di facinorosi.

un altro aspetto che mi piace molto di questo lavoro è la possibilità di entrare a piacimento nella cabina del proiezionista per andare ogni dieci minuti a frantumare i coglioni a questi pacifici e solitari individui che hanno deciso di sacrificare la propria esistenza allo srotolamento di pesantissime bobine circolari. le ragioni della frantumazione potevano essere le più disparate, dalla messa a fuoco alla posizione del quadro, dal volume troppo alto a fantomatiche macchie di luce che inquinavano la nitidezza dello schermo. ho anche scritto alcuni simpaticissimi dialoghi che non ho poi avuto il coraggio di mettere in scena, robe del tipo io che entro dicendo “oh, guarda che l'immagine va fuori fuoco sui campi lunghi”, e quando lui mi chiedeva “lunghi come?” io gli rispondevo “lunghi come 'sto cazzo!!!!!”. da morir dal ridere veramente. un'esperienza dalla quale potete intuirmi maturato sia umanamente che professionalmente, come peraltro nella maggior parte delle mie trasferte lavorative che tendono ogni volta a trasformarsi da prestigiose occasioni di crescita in patetiche scuse per sbevazzare come un deficiente e fumare come un ergastolano.

tra l'altro leggo poi nei commenti al mio ultimo post una serie di improbabili incitazioni a continuare a scrivere. non posso però fare a meno di constatare come dopo 4 anni di onorata carriera il mio blog si sia ormai trasformato in una sequela di umilianti resoconti di eventi che potremmo riassumere nello schema: me in un qualche contesto geografico più o meno definito che consumo bevande alcoliche contornato da una serie di personaggi di dubbia moralità. secondo me sforzandovi un attimo riuscireste anche da soli a immaginarvi le prossime puntate della saga senza costringermi a passare i pomeriggi a lacerarmi i polpastrelli sulla tastiera, però valutate un attimo voi.


atroC.T.X.Z.B.tion

//cashcow.splinder.com/" target="_blank">cashcow
dicosaparliamo
fanchi
fio
garnant
hotel messico
il boss
lady stardust
lineagotica
noncicapisco
parmachiara
playroom-decay
portugal
simonebolognesi
settore4c
something
sonechka
trailers
tausone
trentamarlboro
uliva
unicarisposta
winnicot
welovethecity
Powered by Blogger


indie blog aggregator
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.


Blogarama - The Blog Directory
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Search For Blogs, Submit Blogs, The Ultimate Blog Directory
Listed on Blogwise

Blog Aggregator 3.0 - The Filter